Ragazza scomparsa, il fratello di Saman: "È stata strangolata"

Rufina Vignone
Giugno 8, 2021

Saman negli anni scorsi si era anche rivolta a una casa famiglia, che l'aveva ospitata per diverso tempo, salvo poi voler far ritorno a casa una volta maggiorenne, confidando nella maggior comprensione dei genitori. Il fidanzato di Saman ha spiegato agli inquirenti come la ragazza temesse per la propria vita. Con l'accusa di aver ucciso la 18enne sono indagati i tre parenti e i due genitori, che sono rientrati in Pakistan. Lo ha detto la procuratrice di Reggio Emilia Isabella Chiesi, parlando di Saman Abbas, la 18enne scomparsa da Novellara.

Per la procura la notte a cavallo tra il 30 aprile e l'1 maggio, i genitori di Saman avrebbero consegnato al parente la figlia. Sarebbe stata la stessa giovane a parlare di un piano per ucciderla studiato proprio dai parenti secondo quanto scrive sempre la Gazzetta di Reggio in un messaggio audio spedito al fidanzato la notte stessa dell'esecuzione. Di Saman Abbas, diciottenne pachistana che viveva a Novellara nella Bassa Reggiana, non si hanno notizie da ormai più di un mese. Proprio la sera del 30 aprile Saman aveva tentato di fuggire e aveva avuto una violenta lite con i genitori, in cui aveva chiesto al padre di darle i suoi documenti. La testimonianza è ritenuta dal Gip "piena prova indiziaria" della responsabilità dell'uomo nell'omicidio e il giovane, ora in una comunità protetta, "particolarmente credibile".

Del corpo "io gliel'ho chiesto - ha raccontato - in quanto volevo abbracciarla un'ultima volta. Lui mi ha risposto di non potermelo dire". All'uomo l'hanno affidata il padre Shabbar, 46 anni, e la madre Nazia Shaheen, 47, al termine di un "ragionamento", se così si può dire, molto articolato. Il padre allora aveva chiamato lo zio perché la riportasse a casa. Lo zio poi è tornato, dicendo che tutto era sistemato. A Danish Hasnain però è attribuita la frase choc che ha catalizzato su di lui l'ipotesi di omicidio: "Abbiamo fatto un lavoro fatto bene" avrebbe scritto in una chat a una persona a lui vicina, parlando della nipote.

La Procura di Reggio Emilia contesta la premeditazione ai cinque indagati per l'omicidio della 18enne di origine pakistana.

Non solo, ma spunta anche un video dei carabinieri in cui si vedono tre persone vestite con abiti scuri che camminano imbracciando una pala, un secchio con un sacchetto e un attrezzo alle 19.30 del 29 aprile vicino alla casa di Saman Abbas.

Saman Abbas aveva paura ed era stata lei stessa a condividere le sue preoccupazioni con il fidanzato. Un matrimonio combinato a cui la ragazza si era sottratta e per il quale era stata allontanata dalla famiglia e posta in una struttura protetta.

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