Svolta nella strage di Stresa: le persone fermate hanno ammesso tutto

Barsaba Taglieri
Mag 27, 2021

Interventi tecnici, per rimediare ai disservizi, erano stati "richiesti ed effettuati", uno il 3 maggio, ma "non erano stati risolutivi e si è pensato di rimediare".

Nella tragedia della funivia del Mottarone domenica hanno perso la vita 14 persone, tra cui due bambini di due e cinque anni. Reato previsto dell'articolo 437 del codice penale. Il gestore e i suoi consulenti hanno preferito il guadagno alla sicurezza.

Intanto è emerso un importante dettaglio che potrebbe rivelarsi fondamentale: il giorno prima dell'incidente l'impianto si era bloccato ed era stato necessario un intervento per rimettere la funivia in funzione.

"Se sia stato rimosso o non sia stato reinserito questo resta nel campo delle ipotesi e dovrà essere accertato da un esame del reperto rinvenuto", ha specificato la dott.ssa Bossi. Riparazione che probabilmente avrebbe portato a una lunga chiusura dell'impianto. Le casse erano infatti state messe già a dura prova dalle chiusure a oltranza.

L'analisi dei reperti ha, frattanto, consentito agli inquirenti che indagano sull'incidente all'impianto di stabilire che "la cabina precipitata presentava il sistema di emergenza dei freni manomesso".

"La rottura del cavo è stata l'innesco della tragedia". Un malfunzionamento che i tre ignorano. Ma poi si chiudono gli occhi di fronte ad altre spie iniziate fin dalla riapertura del 26 aprile.

Si stima che la cabina possa aver superato i 100 km/h: una velocità così elevata che unita alla brusca variazione di pendenza avrebbe creato un "effetto trampolino" che avrebbe sbalzato la cabina in aria, scarrucolandola e causandone l'impatto con il pilone e, infine, l'ultimo volo di quasi 30 m. Quelli di emergenza si trovano nella parte alta del carrello, dove le ruote scorrono sulla fune, e servono invece a garantire che la cabina si fermi durante guasti gravi come, appunto, la rottura di un cavo.

Vigili del fuoco davanti alla cabina della funivia del Mottarone precipitata domenica 23 maggio 2021.

I tre fermati, Nerdini, Perocchio e Tadini, sono accusati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione degli strumenti atti a prevenire gli infortuni aggravato dal disastro e lesioni gravissime.

Il numero degli indagati sembra destinato a crescere a breve.

Come riportano i colleghi di PrimaTorino.it la risonanza magnetica a cui è stato sottoposto lunedì non ha evidenziato danni neurologici, sia a livello celebrale sia a livello del tronco encefalico; nella giornata di ieri i sanitari hanno iniziato un lento e graduale risveglio del piccolo. Il bimbo non è ancora completamente cosciente, e nelle prossime ore si proseguira' con un risveglio lento, viste le condizioni che, a causa del politrauma, rimangono critiche.

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