Funivia Mottarone, cabina "scesa a folle velocità: 13 morti sul colpo"

Geronimo Vena
Mag 27, 2021

I fermi in attesa di convalida del gip riguardano il gestore dell'impianto Luigi Nerini, titolare della Ferrovie del Mottarone, il direttore dell'esercizio Erico Perocchio e il responsabile del servizio, l'ingegnere Gabriele Tadini.

La rottura della fune trainante della funivia del Mottarone, per cause ancora da accertare, ha fatto sì che la cabina numero 3 in prossimità della stazione finale di Mottarone, "invece di arrestarsi sospesa alla fune portante come avrebbe dovuto fare, se fossero stati rimossi i forchettoni rossi cosiddetti blocca freni, iniziava a scivolare all'indietro, scendendo a folle velocità verso valle, in direzione Stresa, località Alpini e, dopo aver raggiunto il pilone numero 3 della tratta Alpino-Mottarone, si sganciava dalla fune portante, schiacciandosi a terra e rotolando a valle sul pendio fortemente scosceso, fino a quando impattava contro un albero".

Fermati nella notte e interrogati per oltre 12 ore, il proprietario della società che gestisce l'impianto Luigi Nerini, il direttore e il capo operativo del servizio hanno ammesso di non aver attivato volontariamente il freno. Se il primo si è chiuso nel silenzio, il legale del Perocchio, a nome del proprio assistito, ha negato categoricamente che possa essere stata omessa la rimozione della ganascia che impedisce la corretta frenata di emergenza. Lo dice Olimpia Bossi, la procuratrice capo di Verbania che coordina le indagini sulla tragedia di Stresa.

E' stato trovato il secondo "forchettone" che, secondo quanto si apprende, bloccava il freno di emergenza della funivia del Mottarone.

"Il sistema presentava delle anomalie - ha spiegato la Procuratrice di Verbania, Olimpia Bossi - e necessitava di un intervento più radicale, probabilmente con un blocco, se non prolungato, consistente, dell'impianto". I tre fermati hanno agito "nella convinzione che mai si sarebbe potuto verificare una rottura del cavo, si è corso il rischio che ha purtroppo poi determinato l'esito fatale", spiega ancora il magistrato, che parla di "uno sviluppo consequenziale, molto grave e inquietante, agli accertamenti svolti".

Svolta clamorosa nelle indagini aperte per stabilire le eventuali responsabilità del disastro di Stresa. Un "gesto materialmente consapevole" secondo i pm, per "evitare disservizi e blocchi della funivia", che da quando aveva ripreso servizio, presentava "anomalie". Erano stati richiesti ed effettuati interventi tecnici per rimediare ai disservizi, ma non erano stati risolutivi. Persone che avevano, "dal punto di vista giuridico ed economico, la possibilità di intervenire".

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