Arrestato il boss Morabito: era tra i 10 criminali più ricercati

Paterniano Del Favero
Mag 25, 2021

Originario di Africo, in provincia di Reggio Calabria, Morabito è uno degli uomini più importanti della 'ndrangheta. "Il successo di questa brillante operazione è la prova dell'incessante lavoro, in Italia e in complesse attività investigative internazionali, svolto silenziosamente dalle nostre forze di polizia, sempre al servizio dei cittadini" ha commentato Guerini. E' il commento degli investigatori dopo la cattura del superlatitante di 'ndrangheta, Rocco Morabito, arrestato in Brasile in una operazione effettuata dai Ros con polizia, Interpol e polizia federale brasiliana. Adesso insieme a lui è finito in manette anche Vincenzo Pasquino, un altro dei latitanti più ricercati.

Dopo 23 anni di latitanza, era stato arrestato nel 2017 ma poi era evaso da un carcere in Uruguay dove si trovava in attesa di essere estradato.

Sinergie con la Dea americana e con le autorità uruguaiane e con il coordinamento della Direzione Generale degli Affari Internazionali e cooperazione giudiziaria del Ministero della Giustizia Italiano e del dipartimento della Giustizia Statunitense.

Morabito, ricercato dal 1994, era il numero 2 dei latitanti italiani dopo Matteo Messina Denaro.

Morabito è cugino del boss Giuseppe Morabito, detto "'u tiradrittu': "ha gestito, secondo gli inquirenti, un gigantesco traffico di droga che dal Sudamerica si diramava verso la Sicilia, quindi la Lombardia e la Calabria, inondando l'Italia di cocaina. Il boss, infatti, come accertò la polizia, era riuscito a procurarsi documenti brasiliani su cui compariva il nome di Francisco Antonio Capeletto Souza di Rio de Janeiro.

"Ho sbagliato tutto e ammetto di avere venduto in molte occasioni fumo. Tanta gente qui sta morendo". E non si esclude che proprio in quella zona estremamente confinata Morabito possa ver sviluppato relazioni che lo possano aver aiutato nella sua latitanza.

Rocco Morabito è stato arrestato in un albergo di Joao Pessoa, capitale dello stato di Paraiba, assieme ad altri due stranieri, secondo quanto ha rivelato il ministro della Giustizia brasiliano, Anderson Torres.

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