Vaccino: dal 17 maggio ok alle prenotazioni per i 40enni

Bruno Cirelli
Mag 13, 2021

Una fascia di età che nella nostra provincia comprende 42mila persone, delle quali 34mila ancora da vaccinare. Successivamente, in prossimità della convocazione, ognuno riceverà un sms e/o una mail con la comunicazione di data, ora e luogo esatti della vaccinazione. Alle Regioni la possibilità di portare fino a 40 giorni la seconda dose di Pfizer per organizzare al meglio la copertura della campagna vaccinale, anche se, sul punto, il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga chiede una regola condivisa.

Chi vorrà vaccinarsi (appena il governo darà il via libera, ma non prima del 23 maggio)potrà recarsi direttamente dal suo farmacista e chiedere l'appuntamento.

Lo stesso nel caso di pazienti "non trasportabili", che vengono contattati direttamente dall'Asl di competenza. Le categorie che hanno già effettuato il vaccino senza preadesione (per esempio operatori sanitari, Rsa e forze dell'ordine) possono accedere esclusivamente con SPID. Entro questo fine settimana, infatti, arriveranno tre milioni di dosi che consentiranno di prenotare la somministrazione anche ai nati fino al 1981.

Durante la videoconferenza stampa è stato anche comunicato il calendario delle prossime preadesioni per le classi di età non ancora comprese nel piano vaccinale: dall'11 maggio la fascia 50-54 anni, dal 25 maggio la fascia 45-49 anni, dal 1° giugno la fascia 40-44 anni, dall'8 giugno la fascia 30-39 anni e dal 15 giugno la fascia 16-29 anni.

Dall'inizio della campagna si è proceduto all'inoculazione di 1.909.735 dosi (di cui 617.705 come seconde), corrispondenti al 92,2% di 2.071.940 finora disponibili per il Piemonte.

"L'obiettivo delle 500mila somministrazioni al giorno può essere aumentato?"

"Abbiamo raggiunto un accordo positivo - spiega il dottor Nicola Arcelli, vicepresidente locale di Snami (Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani) - i medici di famiglia, circa duecento professionisti nel nostro territorio, possono decidere se erogare le vaccinazioni nei loro ambulatori, in maniera autonoma, o nei centri già predisposti dall'Ausl".

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