Vaccini Italia, obiettivo 1 milione di dosi: ecco come è possibile

Barsaba Taglieri
Mag 1, 2021

"Abbiamo raggiunto le 500 mila dosi", annuncia con soddisfazione il Generale Francesco Figliuolo, commissario straordinario all'emergenza Covid dopo il record delle 512.395 dosi, in un'intervista a la Repubblica.

La modesta adesione alla proposta vaccinale con AstraZeneca da parte del target 60-69 anni rappresenta una fattispecie assimilabile a quella di esaurimento del target di riferimento che, secondo il piano vaccinale, legittima il passaggio alle classi di età inferiori. La lettera del presidente della Regione cita "primo fra tutti l'accordo per la vaccinazione in fabbrica, concluso dal presidente del Consiglio con le associazioni datoriali, la maggioranza dei cui dipendenti ha meno di 60 anni", ma anche gli accordi a livello regionale con Confindustria e Confapi Sicilia, con l'associazione delle Case di cura convenzionate o quello in corso con le farmacie comunali.

E non basta, nel giorno del traguardo del mezzo milione monta la protesta dei medici di famiglia, in particolare in Puglia, Lazio e Veneto: "Ogni regione decide quale categoria professionale arruolare per le somministrazioni, una lotta tra lobbies per accaparrarsi le dosi", spiegano. "Non posso dire che domani riusciremo a fare un milione di vaccini, ma intanto sono sicuro che la macchina possa salire molto più su dei 500mila". Non dobbiamo fare scorte, ma veleggiare tra l'88 e il 92% di dosi utilizzate rispetto alle consegne. "E 60 mila dosi le possono fare i dentisti". "Speriamo di arrivare a fine maggio all'obiettivo". "A brevissimo apriremo le prenotazioni fino a 55 anni per chi ha comorbidità legate ai codici di esenzione: malattie neurologiche, del cuore, ipertensione, trapiantati". Poi ovviamente continueremo a immunizzare anche l'ultimo dei fragili.

Quindi, sintetizza Figliuolo, "Quando gli scienziati ci diranno che l'incidenza della malattia non è rilevante per le diverse fasce d'età, vorrei che si dicesse: chi ha più di 30 anni si presenta e si vaccina".

Poi aggiunge: "Stiamo seguendo quello che accade nel mondo scientifico e quello che fanno gli altri Paesi".

E per le vaccinazioni dei più giovani non esclude la possibilità delle scuole: "Stiamo iniziando a pensare anche a idee di questo tipo".

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