Riforma Pensioni 2022 addio Quota 100: le richieste dei sindacati

Barsaba Taglieri
Aprile 29, 2021

Ho problemi di forti stati d'ansia che non mi fanno dormire etc. Accentuati da una situazione particolare in famiglia a seguito di una importante patologia scoperta da 8 mesi che riguarda mia figlia.Siccome soffro di una aritmia cardiaca che mi si accentua a seguito dell'ansia che non mi permette di lavorare con serenità mi crea confusione con difficoltà a lavoro. Una di queste è l'addio definitivo a Quota 100, formalizzato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ecco perché Brambilla ha proposto - dopo la fine di Quota 100 - l'introduzione di Quota 102 (64 anni di età 38 di contributi). Nel Recovery Plan non vi è traccia di una riforma concreta sulle pensioni, ma questo non vuol dire che il sistema previdenziale non sia tra le priorità del governo Draghi.

Dal primo gennaio 2022, finita Quota 100 (62 anni d'età e 38 di contributi), si torna al regime Fornero: fuori a 67 anni di età, limite che ricomincia a crescere con l'aspettativa di vita, o con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 per le donne).

Con lo stop alla quota 100, la proposta di dividere i contributi in due quote arriva dal presidente dell'Inps, Pasquale Tridico. In questo modo si toglierebbe il vincolo dell'età anagrafica per andare in pensione, mantenendo i 41 anni di contributi richiesti per il pre-pensionamento. Così facendo i costi annuali per mantenere la riforma e renderla strutturale si andrebbero a compensare con le penalizzazioni, facilitando anche il via libera da parte di Bruxelles.

La riforma delle pensioni Ape Social è in vigore da diversi anni e presumibilmente sarà l'unica che rimarrà a disposizione dei lavoratori. "La riforma delle pensioni non è più rinviabile" aveva scritto Catalfo su Facebook invitando governo e parti sociali a ripartire dalle commissioni istituite per individuare e allargare le categorie professionali più fragili, attualmente consistenti in quelle indicate nei requisiti dell'Ape sociale, nei lavori usuranti e nelle limitate capacità di accesso alla quota 41 dei lavoratori precoci.

Tra i capitoli di una riforma di lungo periodo, invece, si punta a creare una pensione di garanzia per i giovani che tra sistema contributivo, bassi salari e precarietà lavorativa, rischiano di trovarsi a 67 anni con un assegno da fame. Tridico avrebbe previsto anche alcune agevolazioni per raggiungere il traguardo prima come lo "sconto" di un anno per ogni figlio per le donne lavoratrici oppure un anno in meno ogni dieci anni di lavori usuranti e gravosi.

Non ci sono altre misure che permettano il pensionamento indipendentemente dall'età, neanche con penalizzazione, anche se potrebbe scegliere di lasciare il lavoro e procedere con il versamento dei contributi volontari fino al raggiungimento del requisito contributivo sopra esposto.

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