Brigate Rosse: 7 ex terroristi arrestati in Francia, tre in fuga

Bruno Cirelli
Aprile 28, 2021

Maxi operazione antiterrorismo della polizia italiana in Francia. Altri tre brigatisti sono in fuga e attualmente ricercati. Per tutti gli arrestati di oggi si ferma il corso della prescrizione.

Mentre quelli che risultano essere ancora in fuga sono: Raffaele Ventura, Maurizio Di Marzio e Luigi Bergamin. Alla domanda se saranno estradati, il ministro ha risposto: "deciderà la magistratura". Ora, sottolinea, "la giustizia si occuperà del dossier" e "prenderà una decisione indipendente sui casi individuali".

Tre settimane fa era stata la ministra della Giustizia italiana Marta Cartabia a partire in pressing sull'omologo transapino Dupond Moretti, chiedendo "l'estradizione degli ex brigatisti", protagonisti di una lunga stagione di sangue e terrore tra anni Settanta e Ottanta e poi riparatasi nella vicina Francia e protetti dalla condiscendenza del presidente socialista Mitterand e della intellighenzia della gauche. L'operazione è stata condotta dall'Antiterrorismo della polizia nazionale francese (Sdat) in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol, con l'Antiterrorismo della polizia italiana e con l'esperto per la sicurezza della polizia italiana nella capitale francese.

Sette persone sono state arrestate questa mattina in Francia e l'Italia ne richiede l'estradizione per il loro coinvolgimento in organizzazioni terroristiche di estrema sinistra. "Sono indignata e non ho parole per descrivere questa operazione che assomiglia a una piccola retata". Lo ha spiegato il procuratore Antonio Chiappani.

Irene Terrel, storica avvocata degli ex terroristi italiani in Francia, ha invece denunciato stamattina un "tradimento senza nome da parte della Francia".

In manette sono finiti Giorgio Pietrostefani di Lotta Continua, mandante dell'omicidio del commissario Calabresi, condannato a 22 anni di carcere (deve scontare 14 anni e 2 mesi di carcere), Enzo Calvitti che deve scontare 18 anni e 7 mesi di carcere e 4 anni di libertà vigilata, Giovanni Alimonti, condannato a 22 anni nel processo Moro-Ter (deve ancora scontare 11 anni e mezzo di carcere e 4 anni di libertà vigilata), Roberta Cappelli, ex membro della colonna romana delle BR, condannata a più ergastoli per gli omicidi del generale Galvaligi, dell'agente di polizia Michele Granato, del vice questore Sebastiano Vinci e dei ferimenti di Domenico Gallucci e di Nicola Simone, commessi con la complicità del suo ex marito Enrico Villimburgo, Marina Petrella, condannata nel Moro-Ter all'ergastolo per l'omicidio del generale Galvaligi, il sequestro del giudice D'Urso, l'attentato a Nicola Simone, il sequestro dell'Assessore Ciro Cirillo, e Sergio Tornaghi, ex capo del gruppo milanese Walter Alasia, condannato all'ergastolo per l'omicidio del direttore del Policlinico di Milano Luigi Marangoni e del maresciallo Francesco Di Cataldo, un secondino di San Vittore, tutti delle Brigate Rosse.

Narciso Manenti - Il 64enne originario di Telgate, in provincia di Bergamo, è un ex dei 'Nuclei armati contropotere territoriale' e dal 1985 è sposato con la francese Christine Andrè Marie Hayotte.

"Il presidente Emmanuel Macron - ha fatto sapere l'Eliseo in mattinata dopo l'arresto di 7 brigatisti - ha voluto risolvere questo problema, come l'Italia chiedeva da anni. La Francia, anch'essa colpita dal terrorismo, comprende l'assoluto bisogno di giustizia delle vittime". "Che si iscrive ugualmente nell'imperiosa necessità della costruzione d una Europa della giustizia incentrata sulla fiducia reciproca".

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