'Ndrangheta: il boss Grande Aracri inizia a collaborare con la giustizia

Geronimo Vena
Aprile 16, 2021

CROTONE Le sue prime dichiarazioni risalgono a circa un mese fa.

Il boss Nicolino Grande Aracri ha iniziato a collaborare con la giustizia. Un anno dopo, nel gennaio del 2016, fu la volta dell'operazione Kyterion 2 diretta dalla Dda di Catanzaro che portò all'arresto di 16 affiliati ai Grande Aracri; dalle indagini emersero tentativi della cosca di collegarsi ad esponenti del Vaticano e della Corte di Cassazione ai quali sarebbe stato chiesto di aggiustare una sentenza. Nicolino Grande Aracri è considerato a capo dell'omonima cosca di Cutro che vanterebbe oltre 500 affiliati e affari per svariati milioni di euro in diversi settori. Se la sua collaborazione sarà attendibile e andrà fino in fondo, l'universo criminale potrebbe capovolgersi. "Il clan - riferiva l'AGI - arriva a controllare, con le buone o con le cattive società di costruzioni e movimento terra, riciclando il denaro in attività dalla facciata lecita; ma continua ad esercitare il suo potere criminale, ormai consolidato dalla grande disponibilità economica, anche sul territorio crotonese estendendosi alla vicina provincia di Catanzaro". Nicolino Grande Aracri ha infatti comandato per almeno 20 anni le diramazioni della cosche in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia.

Nicolino Grande Aracri, alias Mano di gomma, con molteplici ergastoli sulle spalle frutto di decine di omicidi, è il vertice assoluto di una cosca che era arrivata a colonizzare gran parte dell'Emilia Romagna. In passato aveva anche cercato di coinvolgere altri boss calabresi nel tentativo di abbandonare la dipendenza dal crimine di Reggio Calabria e formare una Provincia autonoma con base a Cutro. I processi in Calabria non si contano. Colletti bianchi, professionisti, imprenditori, meglio se con addentellati nella massoneria. La miccia è stata accesa.

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