Coronavirus, le regioni che potrebbero cambiare colore

Ausiliatrice Cristiano
Aprile 9, 2021

Zona rossa e zona arancione: mentre si attende per domani di sapere quale sarà la nuova "mappa" dei colori d'Italia - con regole, misure, divieti più o meno restrittivi su scuole, spostamenti, negozi per contrastare l'emergenza coronavirus in base alla fascia di appartenenza - le Regioni come Lombardia, Lazio e Veneto, in attesa del monitoraggio settimanale e dei dati definitivi sperano, o sono convinte, di un passaggio o della permanenza nella fascia meno rigida.

La Regione Toscana potrebbe tornare in zona arancione già da martedì 13 aprile.

Partiamo prima da chi si trova oggi in zona rossa: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Val d'Aosta. Questi decideranno infatti il futuro colore delle regioni per la prossima settimana e quindi nuove regole per i cittadini. Pertanto agli esperti dell'Iss, del Ministero della Salute e della Cabina di regia, resteranno da valutare e coniugare non solo l'incidenza e l'indice Rt, ma altresì gli altri scenari di rischio e, soprattutto, i dati sulla pressione ospedaliera che, in molte regioni italiane, continuano a non arrestarsi.

La regione che se la passa meglio al momento sarebbe l'Umbria, che stando a quanto detto dal presidente Donatella Tesei, ha numeri da zona gialla e spererebbe in una rivalutazione entro fine mese. Visite a parenti e amici fino al 30 aprile banditi in zona rossa dopo l'eccezione a Pasqua. Bar e ristoranti chiusi, sì servizio a domicilio senza limiti di orario e asporto (fino alle 18 i bar, fino alle 22 gli altri).

Zona rossa. Sospesa la didattica in presenza in tutte le scuole, dai nidi alle superiori. Aperti i negozi, tranne nei centri commerciali in festivi e pre. Rimangono però chiuse le palestre, cinema, teatri musei e resta vietato il servizio al tavolo per tutti i locali della ristorazione.

In zona arancione è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l'attività sportiva, salvo che sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti. Si può praticare sport nel comune, all'aperto e da soli, o in centri sportivi all'aperto. Vietato lo svolgimento degli sport di contatto.

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