Dramma a Napoli, Ornella Pinto morta dopo 15 coltellate inferte dal marito

Ausiliatrice Cristiano
Marzo 13, 2021

Il marito, 43 anni, si è presentato questa mattina, intorno alle 7, bussando al portone del Comando Stazione dei Carabinieri di Montegabbione (TR). Condotto nel pomeriggio davanti al sostituto procuratore, alla presenza del proprio avvocato, l'uomo ha rinnovato la confessione dando la propria versione dei fatti sulla quale, sotto il coordinamento del procuratore capo della Repubblica di Terni Alberto Liguori, i carabinieri della provincia di Terni e gli agenti della Squadra Mobile di Napoli svolgeranno gli opportuni approfondimenti. Gli inquirenti stanno sentendo parenti e amici della coppia, mentre sono stati sequestrati i cellulari dei due conviventi.

Intanto, gli investigatori lavorano sul movente. Secondo quanto raccontano le persone radunatesi in strada, sarebbe stata la sorella a chiamare il 118 dopo aver ricevuto una telefonata della vittima trovata poi in una pozza di sangue.

Delle 12 coltellate che hanno raggiunto Ornella Pinto all'addome e al torace, sono stati i nove colpi ai polmoni a decretarne la morte. "Il decesso è sopraggiunto per un arresto cardiaco al termine di un delicato intervento mediante il quale le equipe del Trauma Center e di Chirurgia Toracica hanno cercato di risolvere le nove profonde lesioni polmonari".

Direzione strategica del Cardarelli: "Brutalità inaudita" - La direzione strategica del Cardarelli, attraverso il dg Giuseppe Longo, "esprime grande dolore per la perdita di questa giovane vita".

"Ancora un brutale femminicidio a Napoli - commenta il sindaco Luigi De Magistris - ad opera di chi dovrebbe amare la propria compagna invece di odiarla al punto di ucciderla. Esprimo a nome mio e di tutta la città profondo dolore e cordoglio per il brutale omicidio di Ornella e ci stringiamo attorno ai suoi veri affetti". Poi alle 10.35 il cuore di Ornella si è fermato per sempre. "Questo ennesimo episodio dovrebbe fare capire che la violenza alle donne è un fenomeno complesso, che denuncia una grave e profonda sofferenza delle persone e che quindi va affrontato con estrema serietà; perché non si può combattere con spot televisivi e poca attenzione".

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