Studio Aifa sui vaccini, 30mila casi di effetti collaterali dopo la somministrazione

Bruno Cirelli
Marzo 11, 2021

Nei giorni scorsi Vienna aveva sospeso la somministrazione del farmaco anglo-svedese dopo due casi sospetti: la morte di un'infermiera e un'altra infermiera ricoverata.

"Si sottolinea l'opportunità di cercare di ricavare il maggior numero possibile di dosi da ciascun flaconcino di vaccino" anti-Covid, "fatta salva la garanzia di iniettare a ciascun soggetto la dose corretta e la disponibilità di siringhe adeguate", spiega l'Aifa, che affronta il tema del numero di dosi da ricavare per flaconcino nello spazio dedicato alle domande e risposte sui vaccini anti-Covid, e ribadisce anche un punto fermo: "Resta inteso - spiega l'ente regolatorio italiano - che eventuali residui provenienti da flaconcini diversi non potranno essere mescolati". Ma L'Ema ha smentito che vi fosse un nesso causale tra il vaccino e i due casi segnalati.

Per tutti e tre i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono febbre, cefalea, dolori muscolari o articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea (il 93% delle segnalazioni).

La decisione, relativa a un solo lotto - dal codice ABV2856 - è arrivata a seguito della segnalazione di alcuni "eventi avversi gravi", in "concomitanza temporale con la somministrazione di dosi del vaccino". Il grosso delle informative giunte all'Aifa dai pazienti ha riguardato il vaccino Pfizer (96% dei casi), il primo che è stato disponibile in Italia e di gran lunga più utilizzato rispetto agli altri. "Non si può negare il rapporto con la somministrazione del vaccino ma naturalmente bisogna capire se ci siano delle malattie pregresse, se ci siano state delle reazioni allergiche, così come va controllato l'intero stock di fiale all'ospedale militare". "Eventi non gravi", è scritto nel report dell'Aifa, e anche in qualche misura attesi, essendo "in linea con le informazioni già presenti nel riassunto delle caratteristiche del prodotto dei vaccini". I dati parlano comunque di un tasso di 44 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, a prescindere dal tipo di farmaco somministrato al paziente. Il poliziotto si sarebbe sentito male il giorno dopo.

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