Produzione in Brianza per il vaccino russo Sputnik: c'è l'accordo

Paterniano Del Favero
Marzo 10, 2021

Entro la fine del 2021, in Italia, potrebbero essere prodotti dieci milioni di dosi di vaccino russo Sputnik V.

"Per la prima volta in Europa, è stato firmato un accordo tmra l'Rdif e Adienne Pharma&Biotech sulla produzione del vaccino Sputnik V in Italia", riferisce la Camera di commercio italo-russa, secondo cui in precedenza la società italiana Adienne Srl, parte della holding Adienne Pharma & Biotech, con il supporto della Ccir, aveva avanzato una proposta per firmare un accordo strategico per la produzione dello Sputnik V. Il contratto, rende noto il presidente dell'ente Vincenzo Trani, è stato siglato con il Russian Direct Investment Fund (Rdif), fondo sovrano statale istituito nel 2011.

Un comunicato stampa della Camera di commercio italo-russa annuncia che "la partnership permetterà di avviare la produzione già dal mese di luglio 2021, il processo produttivo innovativo aiuterà a creare nuovi posti di lavoro e permetterà all'Italia di controllare l'intero processo di produzione del preparato". Incontri finalizzati a capire se c'erano margini di cooperazione, per la produzione del vaccino Sputnik V.

Il vaccino russo Sputnik in Italia?

Con l'autorizzazione dello Sputnik V in Kenya e Marocco ora sono 11 le nazioni africane che hanno registrato il vaccino russo, e 48 in tutto il mondo.

In Russia, però, pare che il vaccino Sputnik non stia decollando: solo il 2,7% della popolazione, composta da 147 milioni di persone, ha accettato di farsi iniettare le dosi del siero autoctono. Dall'assessorato spiegano: "Si tratta di pensare all'oggi opzionando le dosi ma anche al domani, perché è probabile che avremo bisogno di vaccinarci ancora". L'accordo tra Russia e la nostra impresa associata è il primo accordo con un partner europeo. Il vaccino Sputnik V nelle scorse settimane ha iniziato il processo di revisione da parte delle autorità europee che permetteranno la somministrazione ai cittadini. Sono certo che questa collaborazione permetterà nuovi investimenti nel settore farmaceutico in Italia con ricadute positive in termini occupazionali a beneficio dell'intero indotto.

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