Il vaccino russo Sputnik sarà prodotto in Italia, prima Nazione in Ue

Paterniano Del Favero
Marzo 10, 2021

La lombarda Adienne Srl, che fa parte della multinazionale svizzera Adienne Pharma&Biotech, si è detta disponibile a siglare un contratto per l'avvio della produzione del siero nei suoi stabilimenti italiani in Lombardia e nel Centro Italia.

Arriva la grande notizia per il vaccino anti Covid-19 proveniente dalla Russia: la produzione dello Sputnik sarà in Italia. La partnership permetterà di avviare la produzione già da luglio 2021: sono 10 milioni le dosi previste entro la fine dell'anno.

La Camera di Commercio Italo-Russa ha infatti annunciato un accordo che potrebbe essere definito storico tra il Russian Direct Investment Fund, l'ente di Mosca che si occupa del vaccino, e l'azienda farmaceutica italo-svizzera Adienne Pharma & Biotech.

William Shakespeare vaccino
William Shakespeare vaccino – Instagram

Gli incontri, promossi dalla Camera di Commercio italo-russa, hanno avuto lo scopo di identificare alcuni partner strategici in Italia per predisporre la produzione del vaccino Sputnik V sul territorio italiano utlizzando le conoscenze e le eccellenza italiane dell'industria italiana del farmaco per fronteggiare la crescente richiesta di dosi dei preparati vaccinali. Le autorità russe stanno lavorando ad oltre 20 progetti di collaborazione in Europa e il vaccino Sputnik V è già stato registrato in oltre 45 nazioni al mondo. "Gli Stati membri - ha ricordato il portavoce - possono sempre concedere l'approvazione del vaccino Sputnik" nell'ambito dell'autorizzazione per uso di emergenza, ma "in questo caso la responsabilità spetterà allo Stato membro e non all'azienda, come sarebbe se il vaccino ottenesse l'autorizzazione all'immissione in commercio dell'Ue".

Proprio oggi, la Russia - attraverso l'account Twitter del vaccino Sputnik V - chiede le scuse dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) per aver paragonato il vaccino contro il coronavirus Sputnik V alla "roulette russa". Il vaccino Sputnik V, sviluppato dall'Istituto di Ricerca Gamaleya alle dipendenze del ministero della Salute russo, è basato su due tipi di adenovirus umano inattivati, incapaci di replicarsi e di causare malattia. Non richiede temperature molto basse per la conservazione.

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