Papa Francesco in Iraq, il Santo Padre partito per Baghdad

Rufina Vignone
Marzo 5, 2021

Ed il suo tono è accorato, esclama: "Cessino gli interessi di parte, quegli interessi esterni che si disinteressano della popolazione locale". Ai piccoli, ai poveri, alla gente semplice, che vuole vivere, lavorare, pregare in pace. Così ora "si tratta di uscire da questo tempo di prova migliori di come eravamo prima, di costruire il futuro più su quanto ci unisce che su quanto ci divide".

Entrando nel merito della realtà irachena, Francesco ha ricordato "i disastri delle guerre, il flagello del terrorismo e conflitti settari spesso basati su un fondamentalismo che non può accettare la pacifica coesistenza di vari gruppi etnici e religiosi, di idee e culture diverse". Da una crisi non si esce uguali a prima: "si esce o migliori o peggiori". "Oggi l'Iraq è chiamato a mostrare a tutti, specialmente in Medio Oriente, che le differenze, anziché dar luogo a conflitti, devono cooperare in armonia nella vita civile". "Vengo come pellegrino di pace, in nome di Cristo, Principe della Pace". "Realizzando un proposito che San Giovanni Paolo II non potè attuare, la Sua presenza in Iraq rappresenta per le martoriate comunità cristiane di quel Paese e dell'intera regione una concreta testimonianza di vicinanza e di paterna sollecitudine". Sta a noi ascoltare Lui, camminare nelle sue vie. Sono le parole del "Documento sulla fratellanza umana" firmato il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi con l'imam Al-Tayyib, grande Imam di al-Azhar e massima autorità dell'islam sunnita.

In questo ha un ruolo decisivo la religione che "per sua natura dev'essere al servizio della pace e della fratellanza", ripete: "Il nome di Dio non può essere usato per "giustificare atti di omicidio, di esilio, di terrorismo e di oppressione".

Al termine, il primo discorso ufficiale che il Papa terrà in terra irachena rivolto alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico e subito dopo, quando in Italia saranno le 14.15 circa, il trasferimento in auto sempre a Baghdad, alla cattedrale siro-cattolica di "Nostra Signora della Salvezza", per l'abbraccio con i vescovi, i sacerdoti, i religiosi, i seminaristi e i catechisti. Il Pontefice è stato accolto dall'indirizzo di saluto di Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younan, Patriarca di Antiochia dei Siri, e del patriarca caldeo di Babilonia, cardinale Louis Raphael I Sako. Contro questo virus, però, "il Signore ci ha dato un vaccino efficace": quello della "speranza che nasce dalla preghiera perseverante e dalla fedeltà quotidiana al nostro apostolato".

Altrettante circostanze che hanno trasformato il capo della Chiesa di Roma - l'ospedale da campo - in un volontario di pace in zona di guerra. Mattarella, a sua volta, ha inviato a Papa Francesco, un messaggio di ringraziamento.

La Chiesa irachena, ha proseguito Bergoglio, si presenta come una pluralità di comunità, "ognuna con il suo secolare patrimonio storico, liturgico e spirituale".

"In occasione di questo viaggio la nostra azienda Cantine Lento di Lamezia Terme è stata selezionata, tra i fornitori ufficiali di Alitalia, e alcuni dei nostri vini più rappresentativi verranno serviti al Santo Padre e a tutti i partecipanti del volo e degli spostamenti - sostiene Manuela Lento una delle responsabili aziendali in una nota - Questo per noi rappresenta un motivo di grande vanto aziendale e orgoglio personale, anche perché a causa del Covid tutti i protocolli di selezione sono stati molto più rigidi e in pochissimo ci siamo adoperati per poter fornire le bottiglie in un formato mignon". Quanto abbiamo pregato, in questi anni, per la pace in Iraq!

In conclusione, il Papa ha indicato nei giovani una "ma una ricchezza incalcolabile per l'avvenire" dell'Iraq.

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