Perché il ritardo del vaccino di AstraZeneca è una brutta notizia

Paterniano Del Favero
Dicembre 29, 2020

Lo ha detto il vicedirettore esecutivo dell'Agenzia, Noël Wathion, intervistato dal quotidiano belga Het Nieuwsblad. "Ma potrebbe anche essere che l'agenzia britannica stia concedendo un'autorizzazione provvisoria", che consentirebbe solo la distribuzione di determinati lotti del vaccino. Il nostro Paese, stando agli accordi stipulati, dovrebbe riceverne 40 milioni di dosi.

Questo vaccino è somministrato in due dosi.

Solo due giorni fa il Ministro della Salute Roberto Speranza aveva fatto particolare affidamento sull'enorme quantità di dosi del vaccino di AstraZeneca destinate all'Italia, ben 16 milioni di dosi entro il primo trimestre del 2021 e oltre 24 milioni nel secondo trimestre dell'anno per un totale di 40 di dosi di vaccino previste per il 2021 sufficienti a vaccinare 20 milioni di persone considerando due dosi necessaria per ciascun cittadino. Il siero ha costi molto contenuti (4 dollari a dose) ma soprattutto può essere conservato a una temperatura compresa tra gli 8 e i 2 gradi sottozero, nulla a confronto degli 80 richiesti dal prodotto della Pfizer.

Inoltre è appurato che l'Università di Oxford, nella produzione del vaccino, abbia usufruito della collaborazione e dell'appoggio dell'Irbm di Pomezia, un'importantissima azienda operante nel settore della biotecnologia molecolare e della chimica organica. "Non posso dire di più perché pubblicheremo i dati".

La formula: il preparato di Oxford si basa su tecnologia a "vettore virale", già sperimentata in occasione dell'Ebola e della Mers in Arabia Saudita.

Prima di febbraio, quasi sicuramente, il vaccino AstraZeneca-Oxford non riceverà l'autorizzazione Ema.

Bisognerà aspettare di capire intanto se la notizia sarà confermata e, in secondo luogo, come verranno ripartiti tra gli Stati membri gli ulteriori cento milioni di dosi acquistati dall'Europa.

La prima tranche di circa 10 milioni di dosi nel primo trimestre 2021 sarà utile alla vaccinazione, in primis, delle categorie individuate come prioritarie nella fase iniziale della campagna di immunizzazione. Cosa significa questo ritardo per l'Italia? Si potrebbe dunque contare forse su un altro preparato artificiale contro il Coronavirus.

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