Nel 2020 oltre trecentomila imprese in meno per colpa del Covid

Paterniano Del Favero
Dicembre 28, 2020

Per quanto riguarda il commercio, tra i settori più colpiti troviamo abbigliamento e calzature (-17,1%), ambulanti (-11,8%) e distributori di carburante (-10,1%). Pertanto, la riduzione delle aziende in questi settori sarebbe di quasi 305mila imprese (-11,3%).

Antonio Paoletti, presidente della Confcommercio di Trieste, è stato chiamato per il prossimo quinquennio alla vicepresidenza nazionale con la delega piena da parte del presidente Carlo Sangalli a tutte le funzioni presidenziali previste dallo Statuto, del Patronato 50&PiùEnasco.

"Al netto delle misure a sostegno della liquidità e agli effetti dello slittamento delle scadenze fiscali - afferma il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo - il Governo quest'anno ha stanziato 29 miliardi di euro di aiuti diretti alle imprese colpite dalla pandemia". In altre parole, sottolinea il rapporto, l'emergenza sanitaria - con tutte le conseguenze che ne sono derivate, restrizioni e chiusure obbligatorie incluse - ha acuito drasticamente il tasso di mortalità delle imprese che, rispetto al 2019, risulta quasi raddoppiato per quelle del commercio (dal 6,6% all'11,1%) e addirittura più che triplicato per i servizi di mercato (dal 5,7% al 17,3%).

Secondo l'Ufficio studi di Confcommercio, delle 240mila imprese sparite dal mercato a causa della pandemia - prosegue la nota - 225mila si perdono per un eccesso di mortalità e 15mila per un deficit di natalità. La riduzione del tessuto produttivo emerge maggiormente tra i servizi di mercato che calano del 13,8% rispetto al 2019, mentre nel commercio la riduzione è dell'8,3%. Cali importanti anche nel tempo libero, sport, intrattenimento e arte, che nel complesso fanno registrare la sparizione di un'attività su tre.

Oltre alle imprese, ci sono poi quelle figure, lavoratori autonomi, titolari di partita iva. Confcommercio stima la chiusura per circa 200mila professionisti tra ordinistici e non ordinistici, operanti nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, amministrazione e servizi, attività artistiche, di intrattenimento e divertimento e altro. Le perdite 2020 sono senza precedenti, servono ristori tempestivi e adeguati alle cadute di fatturato.

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