Banche: consumatori in allarme per norme su conti correnti, intervenga Governo

Paterniano Del Favero
Dicembre 28, 2020

Non saranno più possibili nemmeno piccoli sconfinamenti. La segnalazione arriva dal Centro studi di Unimpresa, in un documento in via di pubblicazione, che subito coglie l'aspetto negativo di questa manovra: "C'é il rischio, pertanto, di un improvviso stop ai pagamenti di utenze, stipendi, contributi previdenziali, rate di finanziamenti".

Le conseguenze della nuova misura ovviamente sono rischiose per famiglie e imprese.

In sostanza è sufficiente un piccolo sconfinamento sul conto corrente con cui un utente paga le bollette e automaticamente tutti i finanziamenti vengono contagiati e segnalati sulle centrali di allarme - denuncia CONSUMERISMO - Questo comporterà conseguenze pesantissime sul fronte del credito, con l'impossibilità per chi si è trovato momentaneamente con il conto corrente in rosso di chiedere prestiti, mutui e finanziamenti.

Non solo. Dopo tre mesi di pagamenti saltati (si considerano i pagamenti da 100 euro in poi), la banca ha il dovere di segnalare il cliente alle centrale rischi che vedrà inoltre il suo esposto etichettato come crediti malati.

"Il nuovo quadro regolatorio, che non e' stato sufficientemente spiegato dalle banche, e' preoccupante".

Per milioni di piccole e medie imprese c'e' dunque il rischio concreto non solo di una improvvisa mancanza di piccola liquidita', derivante dallo stop improvviso ai conti in rosso, ma anche di una significativa stretta al credito. Una circostanza che significherà per moltissime persone - dagli artigiani ai commercianti, dai piccoli imprenditori fino alle famiglie - "non poter più usufruire di quelle piccole forme di flessibilità che, specie in questa fase così critica a causa degli effetti economici della pandemia Covid, sono fondamentali". Il Centro studi di Unimpresa spiega che dal 1 gennaio 2021 chi ha il conto corrente 'scoperto' corre il rischio di risultare immediatamente 'moroso' nei confronti di vari soggetti, dalle finanziarie all'Inps, dai dipendenti alle aziende cosiddette utility (energia, gas, acqua, telefono). Il rischio cui si va incontro, conclude Politino, è quello di una fortissima stretta al credito, "conseguenza inevitabile delle segnalazioni alla centrale rischi e della riclassificazione degli affidamenti della clientela in caso di piccoli arretrati".

Momento peggiore di questo non c'era per una stretta sui "conti in rosso" di famiglie e imprese - proprio mentre l'economia è trascinata nel baratro dall'emergenza sanitaria - e l'Eba (European Banking Authority) è riuscita a quanto pare a coglierlo in pieno.

Il quadro del settore bancario non e' omogeneo e l'informazione e' insufficiente: qualche banca, infatti, sembra orientata, almeno in una prima fase dell'applicazione delle nuove regole, a mantenere una linea piu' morbida, specie nei clienti conosciuti.

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