Coronavirus: una nuova variante dal Sudafrica

Bruno Cirelli
Dicembre 24, 2020

Il tratto distintivo della nuova variante sono 8 mutazioni della proteina S, la Proteina Spike, utilizzata dall'agente virale SARS-CoV-2 per legare l'enzima di conversione dell'angiotensina, ACE2, sulle cellule del corpo umano e penetrare al loro interno.

La nuova variante, nota come 501.V2, è stata identificata nella zona metropolitana di Nelson Mandela Bay, un comune sulle rive della baia di Algoa nella provincia del Capo orientale.

Secondo gli esperti che l'hanno analizzata, la variante sudafricana del coronavirus non è uguale a quella inglese, ma presenta caratteristiche uniche. Da minoritaria, questa variante si è diffusa rapidamente, diventando in poche settimane quella dominante nelle province del Capo orientale e del Capo occidentale.

La variante sudafricana pare dunque che sia in grado di diffondersi con più velocità e, tra l'altro, sia associata a una carica virale più elevata rispetto alle varianti circolanti in precedenza.

Differente da quello britannico e anch'esso più contagioso. Per supportare una risposta efficace in Africa, l'Agenzia ha tenuto una riunione di emergenza con l'Africa Task Force for Coronavirus (AFTCOR) e la rete per la sorveglianza genomica in Sudafrica.

Lo riporta Al Jazeera, che ricorda come Israele, Turchia, Germania, Arabia Saudita e Svizzera figurano tra le nazioni che hanno interrotto i collegamenti aerei da e verso il Sudafrica, con una decisione che ha rappresentato un duro colpo per l'industria turistica nazionale all'arrivo dell'estate.

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