È moralmente accettabile utilizzare i vaccini realizzati con cellule di feti abortiti

Bruno Cirelli
Dicembre 23, 2020

Tra l'altro però la Congregazione per la dottrina della Fede ammonisce chi non vuole vaccinarsi.

La Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti ha rilasciato una propria dichiarazione, in cui si afferma che i motivi per accettare sono sufficientemente seri da giustificarne l'uso. "Quando non sono disponibili vaccini contro il Covid-19 eticamente ineccepibili (ad esempio in Paesi dove non vengono messi a disposizione dei medici e dei pazienti vaccini senza problemi etici, o in cui la loro distribuzione è più difficile a causa di particolari condizioni di conservazione e trasporto, o quando si distribuiscono vari tipi di vaccino nello stesso Paese ma, da parte delle autorità sanitarie, non si permette ai cittadini la scelta del vaccino da farsi inoculare) è moralmente accettabile utilizzare i vaccini anti-Covid-19 che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione".

È "moralmente accettabile" l'utilizzo di vaccini ottenuti con cellule da feti abortiti se non ci sono altre chance.

Una nota dell'ex Sant'Uffizio, approvata esplicitamente dal Pontefice, dà quindi il via libera, in questo tempo di pandemia, alle vaccinazioni prodotte utilizzando linee cellulari provenienti da due feti abortiti negli anni Sessanta.

È il clamoroso chiarimento offerto oggi dal Vaticano in una nota della Congregazione per la dottrina della Fede a firma del cardinale Luis Ladaria, prefetto dell'ex Sant'Uffizio.

Si deve quindi considerare che tutte le vaccinazioni riconosciute clinicamente sicure ed efficaci possono essere utilizzate.

L'Istruzione Dignitas Personae, approvata da Benedetto XVI, in proposito specificava che "esistono responsabilità differenziate", perché "nelle imprese che utilizzano linee cellulari di origine illecita non è identica la responsabilità di coloro che decidono l'orientamento della produzione rispetto a coloro che non hanno alcun potere di decisione". Il documento nasce dopo mesi di richieste da parte dei fedeli, "pervenute a questa Congregazione", di esprimere un parere "sull'uso di alcuni vaccini contro il virus SARS-CoV-2 che causa il Covid-19, sviluppati facendo ricorso, nel processo di ricerca e produzione, a linee cellulari che provengono da tessuti ottenuti da due feti abortiti nel secolo scorso", si legge nella nota.

La ragione per acconsentire è che la cooperazione al male dell'aborto, nel caso di chi si vaccina, è "remota" e il dovere morale di evitarla "non è vincolante" se siamo in presenza di "un grave pericolo, come la diffusione di un agente patogeno grave". "E da sottolineare tuttavia che l'utilizzo moralmente lecito di questi tipi di vaccini, per le particolari condizioni che lo rendono tale, non può costituire in sé una legittimazione, anche indiretta, della pratica dell'aborto, e presuppone la contrarietà a questa pratica da parte di coloro che vi fanno ricorso". Il Vaticano, comunque, invita le aziende farmaceutiche a produrre e distribuire "vaccini eticamente accettabili che non creino problemi di coscienza". Chi, invece, rifiuta questi vaccini, secondo il Vaticano deve "evitare, con altri mezzi profilattici e comportamenti idonei, di divenire veicolo di trasmissione dell'agente infettivo". E il bene comune, "in assenza di altri mezzi per arrestare o anche solo per prevenire l'epidemia, può raccomandare la vaccinazione, specialmente a tutela dei più deboli ed esposti". Per il Vaticano non appena partirà la vaccinazione si dovrà anche fare attenzione alla salute di coloro che per motivi di varia natura non riceveranno la cura, i quali saranno i soggetti più vulnerabili nel contrarre la malattia.

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