De Donno vs Burioni: "Su plasma sperimentazione molto seria"

Barsaba Taglieri
Mag 4, 2020

Il trattamento è cominciato dal policlinico universitario San Matteo di Pavia e dall'ospedale Carlo Poma di Mantova, ai quali nelle settimane scorse si sono aggiunti gli ospedali di Novara, in Piemonte, e Padova nel Veneto.

Non esiste ancora certezza assoluta che questa cura possa essere efficace, ma gli ospedali di Pavia e Mantova hanno avviato la sperimentazione: "Si tratta di una terapia di emergenza, ma noi non abbiamo realizzato un protocollo d'emergenza: si tratta di un lavoro rigoroso che segue le indicazioni del Centro nazionale sangue".

Si apre uno spiraglio per una nuova possibile cura per il Coronavirus, la terapia al plasma. Il sangue dei donatori è stato centrifugato e separato dalla sua parte corpuscolare, cioè dai globuli bianchi, dai globuli rossi e dalle piastrine, in modo da non avere problemi di compatibilità di gruppi sanguigni, ed è stata utilizzata solo la parte sierosa, ovvero il plasma, quella che custodisce gli anticorpi specifici contro il virus con il loro sicuro effetto terapeutico. "I primi pazienti che hanno contratto la malattia non hanno più anticorpi neutralizzanti che servono a sconfiggere il virus". "Il risultato è una terapia specifica e mirata, all'insegna della massima sicurezza". Ma non tutti i donatori sono idonei. "Non può essere utilizzato ad ampio spettro". Così Giuseppe De Donno, primario presso il Reparto di Pneumologia dell'Ospedale Carlo Poma di Mantova, ospite del programma 'L'imprenditore e gli altri' su Radio Cusano Tv Italia, in merito alla sperimentazione sull'utilizzo del plasma convalescente nei pazienti critici affetti da Covid-19. Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana parla su Facebook della cura anti-Covid con il plasma messa a punto dal San Matteo di Pavia. Forse non conosce le metodiche di controllo del plasma. Lo ha fatto per ribadire dei concetti chiave, già precedentemente esposti in un video, per fare chiarezza sulle informazioni fuorvianti circolate sui sociali network: "Si è dimostrato che in molti casi il plasma è efficace per gli anticorpi presenti nei soggetti guariti, ma con il plasma prelevato si somministrano anche sostanze non necessarie per il trattamento di determinate patologie". Ora, ci andrà lui a parlare di plasma iperimmune.

"Il signor scienziato, quello che nonostante avesse detto che il coronavirus non sarebbe mai arrivato in Italia, si è accorto in ritardo del plasma iperimmune - ha scritto sui social il professore - forse il prof non sa cosa è il test di neutralizzazione. Appena conosceremo il test che meglio è in grado di rilevare e dosare questi specifici anticorpi e non appena le aziende di plasmaderivazione saranno in grado di produrre le immunoglobuline specifiche, coinvolgeremo la generosità dei donatori per la plasmaferesi".

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