Bambini colpiti da malattia di Kawasaki: "Correlazione con Sars Cov 2"

Barsaba Taglieri
Mag 1, 2020

Da alcuni giorni i pediatri segnalano un aumento di alcune malattie infiammatorie. Qualcuno si è spinto fino al punto di ipotizzare che il virus SARS-CoV-2 possa causare la vasculite (processo infiammatorio a carico dei vasi sanguigni, spesso con ischemia, necrosi e infiammazione degli organi). I casi hanno in comune caratteristiche sovrapposte di sindrome da shock tossico e malattia atipica di Kawasaki con parametri ematici compatibili con Covid-19 grave nei bambini. Prima non veniva diagnosticata.

La malattia provoca nei casi più gravi un'infiammazione delle coronarie, con conseguenti malformazioni che creano aneurismi e possono trascinarsi per tutta la vita. Le diagnosi sono state quasi "automatiche". Potrebbe ma per il momento si mantiene il riserbo e si aspettano studi più specifici.

È stato lanciato un allarme dai pediatri, in Italia e in Inghilterra, in relazione ad un possibile collegamento nei bambini fra la sindrome di Kawasaki e la Covid-19. I problemi più gravi derivano dall'infiammazione dei vasi del cuore. Ascolta "Covid-19 e sindrome di Kawasaki: legame osservato ma nesso causale da accertare" su Spreaker. I bambini maschi sono più colpiti delle femmine.

Negli ultimi due mesi, spiega Lucio Verdoni, reumatologo pediatra del Papa Giovanni, "ci siamo accorti che giungevano al pronto soccorso pediatrico diversi bambini che presentavano una malattia nota come malattia di Kawasaki".

Il Dottor Trapani consiglia di continuare a portare i bambini a fare le vaccinazioni obbligatorie e, nonostante questa apertura, afferma che è bene continuare a tutelarli e proteggerli. In totale, in America sono morti nel 2020 5.330 bambini sotto i 14 anni, di cui 8 (0,15%) per Covid-19 e 5.322 per altre cause (nell'ordine incidenti stradali, incidenti domestici, neoplasie, omicidi, avvelenamenti, annegamento, malattie congenite, malattie cardiovascolari, infezioni e incidenti sul lavoro). "Sono state anche osservate prove sierologiche di possibili precedenti infezioni da Sars-CoV-2". "Sicuramente il dato che viene da Bergamo è da tenere in considerazione, ma non si può dire che il coronavirus determini un aumento della Kawasaki finché non ci saranno evidenze scientifiche". Ma quanto è dimostrabile davvero l'esistenza di un rapporto di causalità tra le due condizioni? Il trigger infettivo (la causa, ovvero l'avvio della malattia ndr), soprattutto virale, è l'ipotesi ormai cavalcata da molto tempo. "E rispetto al passato, l'incidenza di questa malattia, ad aprile, è stata di 30 volte superiore".

È arrivato anche in Italia l'allarme per la diffusione 'anomala' della malattia di Kawasaki. "La cura cardine è quella con immunoglobuline". Non è una malattia completamente nuova o sconosciuta: sappiamo da cinquant'anni della sua esistenza, ma resta ancora in gran parte misteriosa perché non sappiamo da cosa sia causata precisamente. In realtà le segnalazioni del nuovo fenomeno arrivano da tutta Europa. Hancock ha dichiarato che le autorità sanitarie non sono sicure al 100% dell'esistenza di un legame coronavirus, ma che si stanno svolgendo più ricerche in merito.

"Noi siamo sempre aperti alla collaborazione con tutti, assolutamente". E' il Covid-19 ad aumentare la suscettibilità alla sindrome di Kawasaki? "Anche perché parliamo di evenienze rare, non di centinaia di migliaia di casi." ha spiegato Ravelli. Va precisato che si tratta di una malattia che, se curata in modo tempestivo ed appropriato, si supera con facilità tanto che la percentuale di decessi negli USA è dello 0,7 per cento. In alcuni isolati casi può dare delle complicanze temibili. Il quadro clinico poi è consistente con quello da Covid.

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