Morto Germano Celant, critico d’arte e curatore

Ausiliatrice Cristiano
Aprile 30, 2020

Nato a Genova nel 1940, Celant vantava una carriera eccezionale, partita dalla città che gli aveva dato i natali e poi srotolata nel mondo, dalle prime importanti esperienze nella Torino degli anni Sessanta all'America, che era diventata un po' la sua patria insieme a Milano, alle mostre curate in tutti i musei più importanti del mondo dal Guggenheim di New York al Beaubourg di Parigi, la Biennale di Venezia. Da un mese era ricoverato all'ospedale San Raffaele di Milano e non ce l'ha fatta nella sua lotta contro le complicazioni dovute al Coronavirus. Lascia la moglie Paris Murray e il figlio Argento Celant. Lanciò l'arte povera appunto che nella seconda metà degli anni settanta aveva visto protagonisti grandi artisti come Luciano Fabro, Pino Pascali, Jannis Kounellis e Alighiero Boetti. Divenne senior curator al Guggenheim dove, nel 1994 realizzò la celebre mostra Italian Metamorphosis 1943-1968, nel tentativo di avvicinare l'arte italiana alla cultura americana.

Dal 1995 al 2014 Celant è stato Direttore artistico di Fondazione Prada e dal 2015 Soprintendente artistico e scientifico.

Il critico d'arte genovese è noto come fondatore di Arte Povera, movimento artistico basato sulla riappropriazione del rapporto Uomo-Natura, sull'immanenza, sull'importanza del gesto artistico, in opposizione a un'arte patinata e consumista che stava prendendo piede alla fine degli anni '60, quando si affermò.

Nel 1996 Celant ha curato la prima edizione della Biennale di Firenze Arte e Moda, evidenziando un concetto di arte in costante evoluzione, strettamente connesso con la cultura contemporanea intesa come espressione dinamica di una creatività globale. "La curiosità intellettuale, il rispetto per il lavoro degli artisti, la serietà della sua pratica curatoriale sono insegnamenti che riteniamo essenziali per noi e le generazioni più giovani".

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