Allungato il periodo di 'shutdown' dei team a 9 settimane

Rufina Vignone
Aprile 30, 2020

La Federazione aveva già spostato il periodo obbligatorio di ferie delle squadre dopo la cancellazione del Gran Premio d'Australia, anticipando la chiusura estiva (generalmente al mese di agosto) ai mesi di marzo, aprile e maggio allungandone inoltre la durata dagli abituali 14 sino a 21 giorni. Lo shutdown sarà quindi allungato a 49 giorni consecutivi per i costruttori di Power Unit e a ben 63 per tutti gli altri team. Le squadre avevano richiesto almeno quattro settimane per poter prepararsi alla trasferta austriaca (che si spera possa avere luogo come da programma) e per molti team la data di ripresa è così fissata lunedì 1 giugno. Secondo i piani, esso dovrebbe andare in scena sul circuito del Red Bull Ring, con due gare da disputare nell'arco di una settimana all'inizio di Luglio. Anche in questo caso è prevista (previa richiesta scritta alla FIA) di anticipare l'attività lavorativa 'da remoto' per al massimo dieci dipendenti. Un'opportunità riservata anche ai motoristi, i quali a loro volta dovranno far pervenire la propria richiesta a partire dal 36° giorno di chiusura, per poter riprendere progressivamente le attività su progetti a lungo termine.

Arriva un'altra estensione al periodo di 'shutdown' che i team di Formula 1 devono osservare nella stagione.

Il periodo di chiusura per i costruttori di power unit è stato esteso da 35 a 49 giorni consecutivi nei mesi di marzo, aprile, maggio e/o giugno. Il Consiglio ha stabilito anche che, dopo 50 giorni di shutdown, le scuderie potranno chiedere il permesso alla FIA di impiegare un massimo di dieci persone per lavorare da remoto su progetti a lungo termine.

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