Kim Jong-un, la nebbia resta fitta

Bruno Cirelli
Aprile 29, 2020

Il mondo ne saprà di più "in un futuro non troppo distante". È ancora mistero sulla salute del leader nordcoreano. Nei giorni scorsi Trump aveva liquidato questa ipotesi come una "fake news", ma ieri ha consegnato alla stampa delle affermazioni assai criptiche. E il fatto che la Cina - l'unico paese che, pur senza grande trasporto, sostiene Kim, e quello con più esperienza della lotta contro il nuovo coronavirus - mandi una squadra di esperti a consigliare il vicino non è poi così strano.

"Non riesco a credere di star dicendo questo, ma la Corea del Nord non scaricherà sul mercato tutti i suoi Bitcoin (o Monero), anche se Kim Jong-un fosse effettivamente morto". Oggi le autorità di Seul sono tornate ad avvalorarla: "Non credo che (l'assenza di Kim, ndr) sia particolarmente inusuale, considerata l'attuale situazione (sanitaria)", ha detto Kim Yeon-chul, ministro per l'Unificazione, durante un'audizione in Parlamento. Giustamente l'Associated press fa notare che l'incertezza sulle sorti di Kim e il rincorrersi di notizie non verificabili sul suo stato di salute non fa che sottolineare i limiti dei servizi segreti di Seoul, incapaci di dire con certezza dove sia Kim e come stia.

Pyongyang non ha confermato ufficialmente nessun caso.

Le speculazioni sullo stato di salute del leader nordcoreano sono state diffuse dai media occidentali a seguito alle notizie della Cnn e del Daily NK, un giornale online in lingua sudcoreana finanziato dal National Endowment for Democracy statunitense, secondo cui Kim si trovava in "grave pericolo" di vita dopo un intervento chirurgico al cuore. A intervenire sulla vicenda che tiene banco da giorni è la Corea del Sud, secondo la quale il dittatore sarebbe vivo e vegeto. Voci di ogni tipo sono poi rimbalzate come una eco da una parte all'altra del mondo. Il treno, avvistato dal satellite del sito americano Web38North, si trovava, come mostrano le foto nella suddetta stazione tra il 21 e il 23 aprile. Anche il consigliere per la Sicurezza nazionale del presidente sudcoreano Moon ha affermato che il dittatore si troverebbe lì.

Secondo un rapporto di marzo dello scorso anno, già al tempo la Corea del Nord possedeva 670 milioni di dollari in monete digitali.

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