Altro colpo per Bolsonaro, si dimette il ministro Moro

Bruno Cirelli
Aprile 29, 2020

Il ministro della Giustizia brasiliano, Sergio Moro, si è dimesso tra le tensioni con il presidente Jair Bolsonaro. Moro, che ha smentito di aver firmato il licenziamento del capo della polizia o che lo stesso capo della polizia abbia rimesso il suo incarico nelle mani del presidente, aveva espresso le sue rimostranze a Bolsonaro già ieri in un incontro privato, dopo la decisione del presidente di licenziare Mauricio Valeixo, una decisione che Moro giudica frutto di "interferenza politica".

La settimana scorsa a cadere era stato il ministro della Sanità Luiz Henrique Mandetta per divergenze con Bolsonaro sulla gestione dell'emergenza sanitaria, nonostante il parere contrario della popolazione, che nei sondaggi stava premiando l'operato di Mandetta. Moro ha spiegato che Bolsonaro l'ha fatto comunque, senza consultarlo. "Ma il presidente mi ha detto che voleva per quella carica una persona fidata, che potesse trasmettere informazioni e rapporti di intelligence". "È il segno che non si vuole più che io resti al mio posto", ha commentato Moro nel suo discorso d'addio, applaudito dai funzionari del Ministero.

Mentre Moro finiva di parlare, proteste a suon di pentole, i cosiddetti "panelacos", si svolgevano dalle finestre e dai balconi di vari edifici a San Paolo, Rio de Janeiro, Fortaleza, Recife, Belo Horizonte e Florianopolis.

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