Gravina: "Basta polemiche. Correggiamo il protocollo e ripartiamo il 18 maggio"

Rufina Vignone
Aprile 28, 2020

Ore di attesa per il mondo del calcio italiano.

La data indicata sul calendario è quella del 4 maggio, ma per il momento si parla solo di allenamenti. All'atto pratico la Figc è pronta a rivedere il suo protocollo medico, ritenuto insufficiente dal ministro Spadafora e dal comitato medico scientifico del governo, e proprio per questo ha chiesto di essere ascoltata dagli scienziati che aiutano il premier e i ministri nella gestione dell'epidemia.

Una corsa contro il tempo che potrebbe però non rivelarsi impossibile per la Serie A se fosse plausibile programmare i primi match ufficiali entro metà giugno.

I medici della Serie A, stavolta tutti e venti, correggono il tiro e precisano la loro posizione con una nota all'Ansa: "Nessuno di noi è contrario a finire il campionato".

I dubbi riguardano in particolare i tempi della ripresa. Subito dopo l'uscita del protocollo, infatti, i medici avevano espresso alcune perplessità, in particolare sui comportamenti da adottare nel caso di una "positività in corsa" di un calciatore o di un membro dello staff, tema su cui si erano divisi anche Federmedici (due settimane di quarantena come tutti) e commissione medica della Figc (doppio tampone per tutti, test sierologici a distanza di 7 giorni e ripristino del distanziamento ma senza fermare tutto).

Anche i medici sociali dei club di Serie A hanno dubbi sulla ripartenza del campioanto.

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