Coronavirus: il documento riservato che avrebbe frenato Conte sulla riapertura

Barsaba Taglieri
Aprile 28, 2020

"Non è semplice ripartire in poche ore, visto l'annuncio arrivato ieri in serata" spiega il sindacalista che ricorda come, in base al protocollo generale di distretto firmato nei giorni scorsi con le organizzazioni datoriali, si rende necessaria nelle singole aziende la rapida adozione di protocolli aziendali anti-contagio attraverso il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e delle rappresentanze unitarie dei lavoratori o, in loro assenza delle stesse Federazioni sindacali firmatarie. Ma il divieto di assembramento rimane e gli incontri devono avvenire sempre "nel rispetto delle distanze e con le mascherine".

L'allarme è stato messo nero su bianco dal Comitato tecnico scientifico sull'emergenza Covid-19: un report che ha spinto il premier Giuseppe Conte a sancire una riapertura graduale delle attività e il rinvio delle lezioni scolastiche a settembre.

Nel documento si legge anche che "nella maggior parte degli scenari di riapertura dei soli settori professionali (in presenza di scuole chiuse), anche qualora la trasmissibilità superi la soglia epidemica, il numero atteso di terapie intensive al picco risulterebbe comunque inferiore alla attuale disponibilità di posti letto a livello nazionale (circa 9.000)". Sarà consentita però la riapertura di parchi pubblici ma sempre rispettando il distanziamento: "Consentiamo l'accesso a ville, a parchi pubblici ma nel rispetto delle distanze e delle prescrizioni di sicurezza", ha detto Conte.

Bar e ristoranti potranno fare attività di asporto.

"Se si tratta di entrare in una chiesa affollata, partecipare al rito religioso e poi tornare a casa è come andare allo stadio - ha poi aggiunto - Se si pensa ad una riapertura delle chiese in cui entrano 10 persone, si siedono molto distanti e si ragiona sul rito religioso che presenta alcuni passaggi, penso all'eucarestia".

Il commercio al dettaglio riaprirà non dall'11 come si ipotizzava ma dal 18 maggio con garanzie di protezioni individuali e obbligo di distanziamento tra clienti.

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Si pensava che queste attività potessero partire prima e invece sarà impossibile iniziare a lavorare prima del primo giugno.

IL 1 GIUGNO - Dal 1 giugno, infine, riapriranno bar, ristoranti, parrucchieri, estetiste e tutte le attività che riguardano la cura della persona. Non è possibile organizzare feste pubbliche e private, anche nelle case. Potranno riprendere ad allenarsi gli atleti professionisti delle attività individuate dal Coni, non gli sport di squadra per i quali la ripresa potrebbe essere il 18 maggio. Dopo la lunga attesa potranno riaprire bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie. Per l'attività sportiva la distanza minima prevista è di due metri.

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