Sanremo 2020, Rita Pavone nella bufera: polemiche e critiche

Rufina Vignone
Gennaio 9, 2020

Cosa c'entra Rita Pavone con Rula Jebreal? Nessuna delle due era nell'elenco originale, già da tempo spoilerato e mai smentito. "Visto che non lo sono o quei santi protettori non valgono una cicca o non esistono proprio", ha concluso amaramente la cantante e moglie di Teddy Reno.

Apriti cielo: Rita Pavone a Sanremo?!? L'età anagrafica è solo per la carta d'identità e tutti hanno diritto di dimostrare le loro capacità", ha detto all'ANSA l'artista, che si presenta all'Ariston col brano Niente (Resilienza '74): "È una gran bella canzone, un vestito cucito addosso me, grintosa e vitale. Il popolo bue è accorso in mandria.

Però la cosa che mi ha fatto più infuriare è che nessuno ha minimamente criticato il cast del Sanremo 2020. In particolare, in commissione di Vigilanza Rai, il forzista Giorgio Mulé ha definito il compenso "sproporzionato" di Jebreal rispetto al ruolo che andrà a coprire la giornalista durante il Festival. Chi sono i Pinguini Tattici Nucleari?

"Ho scoperto di esserci anche io solo lo scorso venerdì - racconta la cantante -, mi ha chiamato lo stesso Amadeus per dirmi che lunedì mi sarei dovuta presentare a Roma per la trasmissione". E mi fermo qui, ma potrei continuare.

In tutto questo sono io a chiedermi: ma Rita Pavone a Sanremo perché ci va?

"Rita Pavone. Rita. Pavone", twitta incredulo il rapper Frankie hi-nrg mc. Elvis Presley la riconobbe in uno studio di registrazione e le fece i complimenti. Ma davvero qualcuno pensa che io possa coltivare simpatie razziste?

E invece ci sono cascato anch'io, in fondo.

C'è poi chi riconosce la carriera artistica di Rita Pavone ma non mancano suggerimenti ironici a chi sta organizzando il Festival di Sanremo: "Accantonando le questioni di natura politica: mi pare di capire che #RitaPavone abbia 74 anni e non sforni un successo musicale dalla notte dei tempi".

E su chi ha gridato al festival sovranista, per le posizioni espresse in passato dall'artista a favore del leader della Lega Matteo Salvini, risponde con grande schiettezza: "È un rischio che sapevo di correre, ma come diceva Charlie Chaplin, preoccupati più della tua coscienza che della reputazione".

Perché, a differenza dei colleghi più astuti che non commentano nulla, non ha pensato alle conseguenze che "in Italia diventano marchi d'infamia".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE