Truffe alle assicurazioni, sgominata una banda in Campania

Rufina Vignone
Gennaio 8, 2020

Per taluni sinistri il Fondo erogava direttamente il risarcimento, per altri era necessario richiedere l'intervento del Giudice di Pace compiacente.

Gli arresti sono stati effettuati tra le province di Napoli e Avellino al termine di un'indagine.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la banda avrebbe ottenuto risarcimenti milionari dalle compagnie assicurative e dal fondo di garanzia per le vittime della strada.

Le indagini, supportate da attività intercettiva, che hanno consentito di individuare i vari livelli di responsabilità, sono risultate estremamente complesse, attese le peculiarità organizzative dei sodali ed il livello di penetrazione nel tessuto sociale del contesto in cui operavano. La denuncia e gli arresti Sono state le stesse compagnie assicurative a sporgere denuncia, insospettite dalla presenza di tanti incidenti stradali simili, senza trovare il colpevole del sinistro.

In circa 2 anni di indagini è emerso che esisteva una vera e propria "fabbrica di incidenti", con sinistri costruiti ad arte da una organizzazione ramificata nel territorio campano.

Come funzionava la truffa alle assicurazioni Il protagonista principale era un esperto avvocato del Foro di Avellino che, insieme ad alcuni colleghi, si adoperava per inventare gli incidenti, costruendo la dinamica e il fascicolo del sinistro, curando i dettagli in ogni singola fase, in modo da renderli particolarmente credibili.Questi finti incidenti venivano rappresentati come 'incidenti con fuga', dove l'ipotetico responsabile era sempre irreperibile. L'inchiesta è stata sviluppata inizialmente dalla Procura di Napoli, successivamente è passata a quella di Roma perché è risultato coinvolto un giudice di pace di Sant'Anastasia (Napoli). Poi si trovavano i falsi testimoni.

La finta vittima, dopo aver conferito il mandato all'avvocato, veniva contattata da altri membri dell'organizzazione per essere accompagnata presso strutture sanitarie pubbliche, ove il medico compiacente stilava certificati che attestavano conseguenze traumatiche, post incidente, inesistenti.

L'avvocato quindi inoltrava la richiesta di risarcimento al Fondo di garanzia per le Vittime della strada. Ogni mese, hanno verificato gli investigatori, venivano iscritte a ruolo decine di falsi incidenti stradali.

Con questo sistema i componenti del gruppo erano riusciti a ottenere più di un milione e mezzo di euro, i soldi venivano distribuiti in base alla tipologia di prestazione svolta.

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