Studente modello condannato all'ergastolo: ha stuprato 195 uomini

Bruno Cirelli
Gennaio 8, 2020

Un viso pulito, occhiali da studente impeccabile, apparentemente gentile e pronto ad aiutare chiunque si trovasse in difficoltà: dietro questa maschera si nascondeva Reynhard Sinaga, ex studente indonesiano residente dal 2007 a Manchester, definito dai magistrati che lo hanno condannato al suo ennesimo ergastolo 'il peggior stupratore nella storia della Gran Bretagna'. Secondo gli inquirenti, che sono in possesso di materiale videografico, Singaga avrebbe abusato di circa 195 uomini in due anni e mezzo.

Si tratterebbe del maggior numero di vittime di stupro da parte di una sola persona nella storia legale britannica.

Le modalità sono sempre le stesse: Singaga attendeva le sue vittime all'uscita di locali notturni per poi attirarle nel suo appartamento con la scusa di offrire loro un drink. Si presentava da ragazzo innocente e carino, da "buon samaritano", e invitava i malcapitati nel suo appartamento del centro di Manchester dove li drogava sciogliendo vari sonniferi o altre sostanze nelle bevande, per poi stuprarli mentre erano incoscienti. La condanna di Sinaga è per aggressioni sessuali ai danni di 48 uomini ma secondo gli inquirenti le vittime totali sarebbero 195, tutti uomini eterosessuali, spesso giovani.

Sinaga ha provato a difendersi in tribunale, senza mostrare non solo il minimo pentimento ma neanche la minima consapevolezza di aver commesso degli abusi, dicendo che le vittime erano consenzienti, che erano solo giochi erotici. Ha infatti conseguito due lauree all'università di Manchester e stava svolgendo un dottorato di ricerca presso l'università di Leeds quando è stato arrestato nel 2017. Lavorava a una tesi dal titolo "Sessualità e transnazionalismo quotidiano".

Non è passata settimana senza che Sinaga, figlio di un facoltoso banchiere indonesiano e studente di lungo corso a spese della famiglia, non sia uscito dal suo lussuoso appartamento ai margini del gay village di Manchester a caccia di prede.

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