Iraq, manifestanti assaltano ambiasciata Usa: in fuga il personale

Bruno Cirelli
Gennaio 3, 2020

Lo ha annunciato ieri sera il ministro della Difesa statunitense Mark Esper, dopo l'attacco all'ambasciata Usa di Baghdad. Noi abbiamo risposto duramente e lo faremo sempre.

I manifestanti - penetrati in una delle zone piu' controllate della capitale irachena, davanti a quella che è la più grande e costosa rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti nel mondo - si sono ritirati dal sit-in organizzato nella notte nella zona dell'ambasciata. Gli attacchi statunitensi sono stati a loro volta una risposta a un lancio di missili condotto dalle milizie sciite irachene filo-Teheran che aveva colpito venerdì una base con dei militari americani a Kirkuk.

La guida suprema iraniana Ali Khamenei ha chiesto tre giorni di lutto nel Paese affermando che l'uccisione del generale Qassem Soleimani raddoppierà la motivazione della resistenza contro gli Stati Uniti e Israele.

POMPEO - Intanto il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha rinviato il suo viaggio in Ucraina e in altri quattro Paesi a seguito dell'attacco all'ambasciata americana: il viaggio prevedeva tappe in Ucraina a Kiev, in Bielorussia, Kazakistan, Uzbekistan e a Cipro. Amari è stato il ministro dei Trasporti iracheno tra il 2010 e il 2014 ed è a capo della potentissima organizzazione Badr, un'altra fazione filo-iraniana in Iraq. Nell'attacco, avvenuto poco dopo mezzanotte, è stato ucciso anche Abu Mahdi al-Muhandis, il numero due delle Forze di mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi), la coalizione di milizie paramilitari sciite pro-iraniane attive in Iraq. Trump ha quindi invitato le autorità di Baghdad a "usare le sue forze" per proteggere l'ambasciata. Adesso l'Iran sta orchestrando un attacco all'ambasciata americana in Iraq.

Nonostante la pioggia di lacrimogeni sparati dalle forze dell'ordine irachene, hanno poi superato i checkpoint, dando fuoco a una torretta di guardia.

Sullo stesso piano, Pompeo ha avuto un colloquio telefonico con il premier israeliano Netanyahu, che ha condannato l'assalto all'ambasciata americana a Bagdad. Almeno 10 manifestanti sono rimasti feriti negli scontri.

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