Vaticano, mille abusi sessuali segnalati in un anno: "Uno tsunami, siamo sopraffatti"

Bruno Cirelli
Dicembre 22, 2019

Il quadruplo di quelle che arrivavano 10 anni fa. La notizia, segnalata dal Washington Post, è stata ripresa dall' intervista di Ap (Associated Press) a monsignor John Joseph Kennedy, il capo Ufficio della Sezione disciplinare della Congregazione, precisando che l' enorme afflusso di denunce ha "sopraffatto" il personale: "Uno tsunami di casi", lo ha definito Kennedy. Questo è il primo risultato concreto delle modifiche alle leggi sulla gestione dei casi di abuso da parte del Vaticano.

Non sembra esserci più spazio per il silenzio e per le omissioni.

Questa decisione si collega anche al Motu Proprio Vos estis lux mundi del 7 maggio scorso in cui il Papa scrive che i "crimini di abuso sessuale offendono Nostro Signore, causano danni fisici, psicologici e spirituali alle vittime e ledono la comunità dei fedeli". A segnalare questi casi sono persone comuni, provenienti dai quattro angoli del pianeta. "So che la clonazione è contro l'insegnamento cattolico, ma se potessi davvero clonare i miei funzionari e farli lavorare tre turni al giorno o lavorare sette giorni alla settimana, potrebbero fare il necessario passo avanti" per elaborare tutti i casi, ha detto monsignor John Kennedy, capo ufficio della Sezione disciplinare nella Congregazione.

Sono oltre mille i casi di abusi segnalati nel corso del 2019 al Vaticano. Così Kennedy parla dello "Tsunami di casi" a cui si deve lavorare e per il quale probabilmente serve più personale. Anche da Paesi che mai prima di questo momento avevano avanzato alcuna richiesta allo Stato Vaticano per quanto riguarda gli abusi nella Chiesa. Ciò nonostante ci tiene a sottolineare come il Vaticano si sia impegnato con tutte le sue forze per contrastare il fenomeno. Non si tratta di riconquistare la gente, perché la fede è qualcosa di molto personale.

Il danno di credibilità che la Chiesa si è autoinflitto, con una cultura di omertà e di scarsa trasparenza, avrà bisogno di una, forse due generazioni, prima di rimarginarsi.

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