L'infinito di Leopardi compie 200 anni

Ausiliatrice Cristiano
Dicembre 22, 2019

Oltretutto, oggi su tutte le reti Rai e su RaiPlay il video andrà in rotazione per tutto il giorno.

Non c'è nessuno di noi che non abbia letto almeno una volta L'Infinito di Giacomo Leopardi. Un progetto che, già "adottato" da un paio di anni dall'Università di Cambridge quale strumento didattico alternativo per la memorizzazione dei classici, nasce dalla necessità di insegnare la poesia latina attraverso la musica rispettandone gli accenti metrici; la fusione tra musica e poesia classica è stata particolarmente apprezzata dagli studenti, che hanno avuto così una prova ulteriore del fatto che il latino non sia affatto una lingua morta, ma che anzi funzioni benissimo anche per le canzoni pop.

Un invito a calarsi nella fitta trama narrativa che risulta dall'interazione fra le citazioni dall'Infinito, le liriche dei poeti e le puntuali sintesi del critico, in una sorta di iperbolico e corale zibaldone. Lo rende noto il direttore Francesco Mercurio alla vigilia della chiusura delle celebrazioni dei 200 anni di "L'infinito" del grande poeta, che avverrà con l'iniziativa congiunta della Rai e del ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo (con una conferenza stampa domani, giovedì 19 dicembre, alle ore 17,30, con il ministro Dario Franceschini, a Roma). "Le 22 voci, donate e anonime, fanno venire i brividi e sono un'unica dichiarazione d'amore per la poesia".

Ascoltando la reinterpretazione è possibile scorgere ancor di più quanto non si possa che definire il poeta marchigiano come il primo poeta contemporaneo che, anche se radicato nella sua epoca e nel suo tempo "il lungo Ottocento", come lo definì Hobsbawn, ha scorto quel disincanto e quell'indeterminatezza - come il titolo della stessa poesia fa supporre - tipici del nostro recente passato o forse ancora dell'oggi.

La stesura autografa degli Idilli utilizzata per realizzare il video RAI è conservata dal Comune di Visso, in provincia di Macerata, dove attualmente è tornata dopo la mostra a Recanati ed è custodita in attesa della ricostruzione del museo, fortemente danneggiato dal sisma del Centro Italia. Alcune voci sono molto riconoscibili, e sono big di primissima grandezza, da Mina a Celentano, da Claudio Baglioni a Gianna Nannini e Laura Pausini, ma resta comunque il riserbo per non rovinare la sorpresa ai telespettatori. Composta tra la primavera e l'autunno del 1819, la versione de L'Infinito del video è quella che fu stampata sul finire del 1825, quando apparve insieme con la Sera sulla rivista "Il Nuovo Raccoglitore" nella rubrica "Poesia".

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