Di Maio di ritorno dalla Libia: "Italia recuperi il terreno perso"

Bruno Cirelli
Dicembre 22, 2019

Ma quali garanzie può andare a chiedere Di Maio ai due signori della guerra libici dopo che il collega ministro Fioramonti ha auspicato che l'Eni la smetta di fare ricerche petrolifere e metta la faccia di Greta al posto del cane a tre zampe? Il riferimento, nemmeno troppo velato, è a Khalifa Haftar, l'uomo forte della Cirenaica che da mesi si prepara a entrare in città.

"L'Italia torni a pesare nei rapporti con la Libia" - Di ritorno a Ciampino dopo la missione lampo, Di Maio ha poi sostenuto che l'Italia deve tornare a pesare nei rapporti con il Paese nordafricano e ha spiegato: "Abbiamo perso terreno in Libia, non possiamo negarlo, ma è il momento in cui l'Italia deve riprendersi il ruolo naturale di principale interlocutore, da sempre amico del popolo libico".

A quelli che Sarraj definisce "Paesi amici", il presidente del Gna chiede di attivare gli accordi di cooperazione in materia di sicurezza per respingere l'aggressione nei confronti di Tripoli da parte di "qualsiasi gruppo armato che opera al di fuori della legittimità statale".

"La nostra intenzione è promuovere una missione europea in Libia con a guida, speriamo, il commissario Josep Borrell, l'Alto rappresenterebbe dell' Unione Europea, per riuscire a ottenere un cessate il fuoco o quanto meno una tregua tra le parti".

Un accordo, questo, che rischia di provocare un'ulteriore escalation del conflitto, con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che, ricevendo ieri a sorpresa Serraj a Istanbul, ha ribadito la disponibilità all'invio di soldati in Libia se Tripoli lo richiedesse.

Agenpress - Il ministro degli Esteri Luigi di Maio è atterrato questa mattina a Tripoli dove vedrà Fayez al Sarraj, il vicepresidente del consiglio presidenziale Ahmed Maitig, il ministro degli Affari esteri Mohamed Siala e il ministro degli Interni Fathi Bashaga. "Ci interessa lavorare per una soluzione diplomatica della crisi", ha detto Di Maio.

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