Barcellona, non si ferma la rabbia indipendentista: nuova notte di scontri

Bruno Cirelli
Ottobre 18, 2019

I manifestanti sono arrivati all'aeroporto a piedi percorrendo quasi 16 chilometri dal centro città, dopo che la polizia aveva sospeso i mezzi di trasporto pubblici per evitare assembramenti e proteste. Vi sono stati inoltre un totale di 25 arresti, 3 a Barcellona, 13 a Tarragona, 8 a Lidaida e uno a Sabadell, la maggioranza per disordine pubblico e attacco contro l'autorità.

Sono proseguiti nella notte gli scontri tra polizia e dimostranti a Barcellona, nel secondo giorno di proteste per le condanne inflitte ai leader indipendentisti. "Non possiamo permettere che un gruppo di infiltrati danneggino l'immagine dell'indipendentismo", ha aggiunto, attribuendo così la responsabilità delle violenze a gruppi estranei. Sánchez ha detto che per il momento non ci sono le condizioni per l'applicazione dell'articolo 155, che era già stato imposto una prima volta dopo la dichiarazione unilaterale d'indipendenza dell'ottobre 2017, tra moltissime polemiche. Il governo ha comunque annunciato l'invio in Catalogna di altri due agenti di polizia e ha lasciato aperta la possibilità di prendere altre misure eccezionali.

Momenti di grande tensione innescati dalla condanna dei leader indipendentisti catalani da parte della Corte Suprema di Madrid. I manifestanti si sono riversati in massa nello scalo spagnolo provando anche a superare i controlli di sicurezza con biglietti truccati, cantando "Els Segadors", l'inno della Catalogna, e anche 'Bella ciao'.

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