Studente della Napoli-bene e un amico bolognese condannati a Londra per stupro

Bruno Cirelli
Ottobre 17, 2019

I due italiani, indicati dai media britannici come figli di "buona famiglia", frequentavano l'università in Inghilterra.

Due ragazzi italiani, un bolognese di 26 anni ed un napoletano di 25, sono stati condannati con l'accusa di abusi su una 23 enne. La violenza, riporta il tabloid britannico The Sun, sarebbe avvenuta all'interno del locale manutenzione del 'Toy Room Club' di Soho, a Londra, 6 minuti dopo l'incontro in pista fra i due studenti di 25 e 26 anni e la giovane, ubriaca al momento dello stupro. Alcune telecamere di sorveglianza del West End di Londra avrebbero anche ripreso i due studenti nell'atto di esultare dopo lo stupro: nelle immagini "possono essere visti abbracciarsi a vicenda, darsi il cinque, ridere", ha spiegato il procuratore Allison Hunter. L'indicazione della pena detentiva per i due è attesa a giorni. I due ragazzi, infatti, si trovavano nella capitale britannica per perfezionare il loro inglese. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, basata sull'analisi delle immagini delle telecamere a circuito chiuso, subito dopo il fatto i due si sono dati il cinque e uno ha mostrato all'altro un video dello stupro. Lorenzo Costanzo, nel marzo del 2018, è tornato a Londra per assistere a una partita di calcio: la polizia londinese lo ha intercettato all'aeroporto di Heathrow; arrestato, è stato rilasciato dietro il pagamento di una cauzione.

Gli stessi ragazzi erano stati individuati dagli investigatori quasi un anno dopo: avevano ammesso il rapporto sessuale, ma avevano dichiarato che la ragazza fosse consenziente. Nelle scorse ore, dopo il processo, è arrivato il riconoscimento di colpevolezza: la sentenza, che stabilirà la condanna vera e propria per i due studenti italiani, arriverà come detto il prossimo 1 novembre. La condanna e' stata salutata come un atto di giustizia da Rebecca Woodsford, detective di Scotland Yard incaricata del caso, e come "l'epilogo migliore per la vittima di un'esperienza tanto traumatica".

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