Petrolio, la quiete dopo la tempesta, i prezzi arretrano

Paterniano Del Favero
Settembre 19, 2019

Il prezzo del petrolio è salito repentinamente. Il future sul Wti balza in avanti del 9,25% a 59,86 dollari al barile.

Intanto il regime Saudita sta provando a dimostrare l'effettiva responsabilità dell'Iran coni resti di droni e missili a loro parere certamente riconducibili alla Repubblica Islamica.

L'Arabia Saudita aveva inizialmente minimizzato l'attacco alle due raffinerie di Abqaiq e di Khurais, due tra le più grandi raffinerie al mondo, la cui produzione giornaliera totale supera gli 8 milioni di barili prodotti.

E il prezzo del petrolio che sulla guerra faceva conto è precipitato! Il politico di Riad ha confermato che la produzione di circa 1,7 milioni di barili al giorno sarebbe già ripresa. I mercati sono stati rassicurati da alcuni fattori: l'Arabia Saudita ha abbastanza riserve per assicurare il greggio per due mesi e la decisione di Trump, annunciata via Twitter, di aprire, se necessario, all'uso delle risorse petrolifere strategiche per "mantenere forniti i mercati".

Al momento gli unici che si sono resi mandanti degli attacchi sono gli houthi.

"Gli attacchi sono partiti da Nord e senza dubbio finanziati dall'Iran", ha ribadito il funzionario aggiungendo anche che in aggiunta ai missili sono stati utilizzati gli UAV (veicoli senza pilota) Iranian Delta Wing.

Break per i prezzi del petrolio dopo il balzo di ieri seguito all'attacco con i droni agli impianti petroliferi gestiti dalla compagnia pubblica Aramco in Arabia Saudita, che ha portato a dimezzare la produzione del Regno, primo esportatore mondiale.

Le quotazioni del crude statunitense hanno ripreso a scendere velocemente dopo l'annuncio delle nuove sanzioni. Ma il prezzo in apertura era salito sopra i 60 USD, toccando il massimo di giornata a 63,47 USD.

Il presidente iraniano Hassan Rouhani, ha comunque contrattaccato: "Noi non vogliamo conflitti nella regione..."

Il Brent ha toccato i massimi dalla guerra del Golfo del 1991. Da parte sua, il ministro della Difesa iraniano, Amir Khatam, ha anche respinto categoricamente le accuse che ritengono Teheran responsabile degli attacchi contro le raffinerie saudite.

Insomma stando e rimanendo così le cose è lecito attendersi un prezzo del petrolio nuovamente nel suo range precedente.

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