Pd: Alfieri, 'con Renzi dall'inizio ma non lascio dem'

Rufina Vignone
Settembre 19, 2019

La Fabbri chiede a Renzi di spiegare le ragioni che l'hanno portato a questa scelta. Fonti parlamentari vicine all'ex segretario dem confermano lo smarrimento dei fedelissimi: "Rischia di essere una operazione di piccolo cabotaggio", viene sottolineato con riferimento al numero di parlamentari che potrebbero seguire Matteo Renzi. Non certo l'idiosincrasia per i Cinquestelle, visto che è stato lui a trascinare Zingaretti all'accordo con Grillo. Il PD è la casa di tutti, è casa tua e casa nostra.

Ad agosto le donazioni continuano a ritmi sostenuti, con 20mila euro da Bruno Tommassini, stilista di lusso e tra i fondatori dell'Arcigay, poi ci sono i 10mila euro di Energas Spa, un'azienda che si occupa di distribuzione e vendita Gpl. "Ci vediamo alla Leopolda".

"I parlamentari saranno trenta, più o meno".

Ma puó capitare invece che gli aspetti emozionali a volte tradiscano evidenziando alcune particolaritá a livello di rapporti umani.

I comitati di Renzi, da gennaio a maggio hanno raccolto ben poco infatti. Capo delegazione sarebbe Ettore Rosato. Uscire dal Pd adesso non è un agguato per il governo ma "significa partire con chiarezza, stabilizzarlo". Mi avrebbe fatto comodo godere della rendita di queste ultime settimane per avere un potere di interdizione nel Pd. Ma bisogna dire, non interdire. "Non posso che anteporre il coraggio di dare il mio contributo perché Italia Viva abbia successo". È chiaro che con il proporzionale il Pd non tiene, perché non è unito né da una solida cultura riformistica né da una leadership carismatica.

"Il Conte bis è un miracolo - prosegue Renzi - Aver mandato a casa Salvini resterà nel mio curriculum come una delle cose di cui vado più fiero". Il giovane deputato regionale Luigi Genovese, almeno in prima battuta, non sarà della partita, perché c'è ancora una relazione molto stretta con il governo regionale, il quale si è impantanato in una situazione ambigua in termini di posizionamento: guarda alla Lega, ma all'occorrenza si definisce moderato. "Frenature? Non credo ci saranno", spiega la stessa fonte all'Adnkronos. "Va via un ex premier ne torna un altro, tutto si tiene". A sinistra si prefigura un possibile scenario con una parte dei cinque stelle e della sinistra storica alleata con una parte del Pd, mentre al centro potrebbe esserci un grandissimo spazio di manovra per la costruzione di un soggetto politico che raccolga le istanze di coloro che non si identificano nelle idee salviniane e nemmeno in quelle della sinistra come è stata storicamente rappresentata. A quel punto pareva volesse puntare su Minniti per la guida del PD, salvo poi defilarsi all'ultimo nel suo sostegno e costringendolo di fatto al ritiro, lasciando "allo sbaraglio" le candidature di Martina e Giachetti, anche in questo caso senza condividere granché la scelta con i propri sostenitori.

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