Napoli, stop al pezzotto: Procura oscura la tv pirata a 700mila utenti

Rufina Vignone
Settembre 19, 2019

Vincenzo Piscitelli e dal sostituto procuratore Dott.ssa Valeria Sico ha consentito di individuare e disattivare la piattaforma internazionale di IPTV (Internet Protocol Television) più diffusa tra i pirati informatici e principale responsabile della capillare diffusione illegale via Internet delle emittenti televisive a pagamento tra cui Sky, DAZN, Mediaset, Netflix e Infinity. In una maxi operazione della Guardia di Finanza vengono oscurate le tv pirata per ben 700mila utenti. La Procura di Napoli ha emesso otto ordini europei di indagine per associazione a delinquere a carattere transnazionale.

La maxi-operazione Eclissi ha bloccato le sorgenti di conversione in pay-tv satellitare, milioni di utenti solo in Italia ad usufruirne. In sostanza si tratta di un prodotto fisico che funziona come porta di accesso a servizi illegali, i quali inviano tramite connessioni in fibra flussi di video simili a quelli di una qualunque trasmissione in streaming su Internet. Il tutto in cambio del modico prezzo di 12 euro al mese.

"Ora la fase due riguarderà l'individuazione di tutti i cittadini che hanno acquistato illegalmente i pacchetti pirata". Gli stessi utenti rischiano da sei mesi a 3 anni di reclusione e la multa fino a 25.822 euro. Gli ideatori della piattaforma sono greci (a cui nella perquisizione sono stati sequestrati 115mila euro in contanti) e la sede si trova a Petric, in Bulgaria. Numerose le perquisizioni in Italia e nei paesi indicati nel tentativo di smantellare i nodi del network fermando così l'attività illecita. "In tale chat - si legge nel decreto di sequestro preventivo del gip Fabio Provvisier - venivano scambiati messaggi inerenti il sistema Iptv e i partecipanti si adoperavano per fornire i crediti, previo pagamento, a tutti gli altri ed informare circa lo stato dei lavori sui vari server". Il sodalizio aveva un capo, Franco Maccarelli, "Eros", che manteneva tutti i contatti con i soggetti che operavano illegalmente dall'estero e che, secondo le risultanze dell'indagine dei finanzieri avrebbe avuto movimentazioni annuali di 6 milioni e mezzo di euro. Addirittura a pirateria si aggiunge pirateria, "la Polizia giudiziaria ha accertato che esiste anche una pirateria derivata, ossia soggetti che hanno carpito è diffuso i contenuti oggetto di pay Tv dopo averle sottratti a chi già li aveva illecitamente carpito". Soddisfazione da parte dell'Unione Nazionale Consumatori, per voce del presidente Massimiliano Dona: "La notizia è ottima".

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