Brexit, primo faccia a faccia Juncker-Johnson

Bruno Cirelli
Settembre 19, 2019

L'idea del premier inglese è quella di sostituire il backstop con un piano di misure sanitarie e fitosanitarie, chiamato Sps, che consentirebbe all'Irlanda del Nord di attenersi alle norme comuni dell'Ue in materia di alimenti e bestiame per evitare code alla frontiera. Un cauto ottimismo che il primo ministro britannico ha motivato così, a dispetto delle frenate di Bruxelles: "Io credo che ci sia una maggiore volontà della Commissione di negoziare rispetto a quanto pensavo allora".

Si sostiene, inoltre, che il recesso del Regno Unito non sia solo un vantaggio per il Regno Unito, ma anche per tutti gli Stati membri, dal momento che rende chiaro il fatto che l'adesione all'UE non è inevitabile e che si tratta di una scelta democratica adottata a livello nazionale. Signore e signori, ecco a voi Boris Johnson: l'improvvisazione al potere. E il tempo stringe.

Bettel ha chiarito che l'Europa non accetterà nessuna proposta che metterà a rischio l'accordo del Venerdì Santo in Irlanda, ponendo come centrale la questione del backstop.

Concetto, d'altra parte, ribadito dal premier lussemburghese, Xavier Bettel, che ha precisato: un'estensione dei termini deve servire a qualcosa altrimenti ne facciamo tutti a meno. "Se non avremo ricevuto proposte entro la fine di settembre, allora è finita". È l'ultimatum lanciato nelle scorse ore da Bruxelles al neo Premier britannico Boris Johnson per arrivare a una risoluzione condivisa dei rapporti prima che scatti l'hard Brexit e cioè l'uscita del Paese dall'Ue senza alcun tipo di soluzione ponte o periodo di transizione. Il 2 ottobre, e poi il 9, si riuniranno i rappresentanti del Coreper, ovvero il comitato dei rappresentanti permanenti.

L'appuntamento per il primo faccia a faccia tra i due, da quando Johnson è diventato primo ministro, è fissato a Lussemburgo.

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