Maturità: la traccia della prima prova che non piace a Salvini

Ausiliatrice Cristiano
Giugno 20, 2019

Ventuno capitoli (come le lettere dell'alfabeto italiano) più una premessa e una postilla che analizzano svariati argomenti, puntando lo sguardo del lettore su tematiche importanti ma su cui oggi non si pone abbastanza attenzione (nonostante il chiacchiericcio di fondo dei media e dei cittadini, quasi ipnotizzati, che sfiorano questi argomenti senza mai davvero approfondirli). Dio l'abbia in gloria, con Portesante e quel che ne consegue. "Finché questo triste snob di sinistra insulta me, amen", ha sbottato Salvini. "Che lasci ogni incarico pubblico e chieda scusa all'Italia".

Intervistato a Un Giorno da Pecora su RAi Radio 1, il Ministro si è subito svicolato da eventuali critiche "Almeno non ci non potranno accusare di non esser aperti e democratici, la pluralità di intervento credo sia stata rispettata".

Tomaso Montanari passa da una visione globale del cittadino e sposta la sua critica allo Stato italiano, colpevole di essersi completamente disinteressato di quello che (sulla carta) dovrebbe rappresentare invece la sua ricchezza primaria: il patrimonio artistico e culturale. Secondo Montanari, che si focalizza molto sul patrimonio culturale come base fondamentale della democrazia che verrà, che ci "libera" dalla dittatura del presente poiché ci ricorda l'importanza del passato nella costuzione dello stesso.

Ma evidentemente il leghista Salvini non la pensa allo stesso modo. Amen". Un'esternazione che ha scatenato polemiche e richieste di dimissioni, respinte da Montanari sul Fatto Quotidiano: "Noto che tutti costoro chiedono a gran voce le mie dimissioni da organismi scientifici di nomina universitaria o ministeriale. "Ho il diritto di dire e argomentare perché le onoranze pubbliche a personalitaàche hanno avuto posizioni esplicitamente razziste come Zeffirelli e Fallaci sono - a mio giudizio - un'offesa alla Costituzione".

Lo storico dell'arte non si limita però solo a criticare, ma nel suo saggio offre alcune strade e indica alcune proposte per riprendere in mano un patrimonio che, in quanto italiani, appartiene a ognuno di noi. "Amen". Il riferimento, quindi, non è solo a Zeffirelli ma anche ad Oriana Fallaci. Sarcasmo, certo. Tipicamente fiorentino anche quello. Uno che ha scritto quelle cose indegne su Zeffirelli, che ha attaccato in maniera vergognosa la Fallaci e che odia a tal punto un partito (la Lega) da definirlo barbaro non può essere preso in considerazione dal ministero.

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