Migranti: Tar Lazio respinge il ricorso di Sea Watch

Bruno Cirelli
Giugno 19, 2019

L'operazione è stata autorizzata per alcuni di loro perché necessitano di cure mediche, e per due accompagnatori.

Il migrante ha parlato poi della Libia, ribadendo che Tripoli e tutti i porti libici non sono posti sicuri e nei centri di detenzione i migranti sono vittime di violenze e maltrattamenti.

Non c'è dubbio, concede la commissaria bosniaca "che l'Italia sia tra i Paesi in prima linea che hanno affrontato sfide enormi nel soccorso e nell'accoglienza dei migranti: è dunque necessario che altri Paesi europei si assumano la loro parte di responsabilità nel fare questo" ma, comunque, "i disaccordi politici sugli sbarchi non devono mai superare i diritti umani e le preoccupazioni umanitarie: è per questo - conclude Dunja Mijatovic - che Sea Watch 3 deve presto ricevere un porto sicuro e rapidamente accessibile, le vite umane devono sempre venire prima degli accordi politici". Ma subito dopo la portavoce della commissione europea Nathalie Bertaud ha smentito il vicepremier italiano: nessuna nave battente bandiera di uno stato Ue (la Sea Watch è registrata in Olanda) può riportare richiedenti asilo in Libia perché quest'ultimo è "porto non sicuro": è infatti teatro di guerra e non garantisce il rispetto dei diritti umani.

Salvini ha firmato il 15 giugno il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque italiane per la nave della Ong, come previsto dal nuovo decreto Sicurezza. "Voi fate leggi che ci impediscono di attraversare i vostri confini".

La dichiarazione completa di Hermann " Vorrei chiedere a tutti una cosa, è una domanda semplice, chi non vorrebbe essere libero nella vita?

"Vi chiedo di pensarci: non avete sperimentato quello che accade in Libia. Preferirei dare la mia vita ai pesci piuttosto che essere nuovamente torturato", ha raccontato l'uomo. Io, Hermann, piuttosto che tornare in Libia preferirei morire. "Dove dovremmo andare allora?", chiede Hermann. Per favore, pensi alle vite che stiamo conducendo, non è umano lasciare le persone morire in mare. Rifletteteci, siamo tutti figli dello stesso Dio. "Abbiamo anche noi diritto alla libertà, come gli altri".

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