Washington, Salvini: "Italia primo interlocutore degli Usa in Ue"

Paterniano Del Favero
Giugno 18, 2019

Abbiamo visto in Grecia come è finita: hanno ammazzato un popolo e hanno spalancato le porte ai cinesi che si sono comprati un Paese europeo attraverso un porto.

"Il debito è cresciuto di 650 miliardi in 10 anni - ha aggiunto Salvini parlando a margine dell'assemblea di Confartigianato - per far diminuire il debito occorre che italiani lavorino, e gli italiani lavorano di più e meglio se le imprese pagano meno tasse".

SALVINI SFIDA ANCORA L'UE - Nei giorni, cruciali, del braccio di ferro tra Roma e Bruxelles, dagli USA Salvini rilancia ancora la sfida all'UE, ottenendo la sponda di Washington. È in quella data che si chiude la prossima finestra elettorale utile per la possibile convocazione delle Politiche. E aggiunge: "L'ostinazione dell'Ue sui vincoli, sull'austerità non aiuta. Per questo - assicura - ci apprestiamo a trattare con l'Unione europea da pari a pari, senza timori reverenziali". "Se a Bruxelles non va bene - rincara la dose Salvini -, deve sapere che i soldi degli italiani li gestisce il governo degli Italiani".

Salvini individua "visioni e soluzioni comuni" con l'amministrazione Trump, per quanto riguarda la politica estera dall'Iran al Medio Oriente, dal Venezuela alla Libia.

Se le elezioni europee del 28 di maggio - col trionfo della Lega, il crollo dei Cinque Stelle e il ribaltamento dei rapporti di forza nella maggioranza - ci hanno consegnato un nuovo governo in pectore guidato da Matteo Salvini, la visita del leader leghista negli Usa, dove ha incontrato il vicepresidente Pence e il segretario di stato Pompeo, non è che il suo primo atto programmatico: l'Italia in guerra con l'Europa, con una procedura d'infrazione in arrivo, lo spread al limite dei 300 punti base e i mercati che affilano i coltelli si consegna mani e piedi a Trump, offrendogli fedeltà assoluta in cambio di protezione.

SALVINI INCORONA TRUMP - "Trump ha ridato un sogno, una speranza, una visione, ed è questo che voglio portare nel nostro Paese". Si parlerà anche di Russia e Cina. "Quando abbiamo sottoscritto il memorandum ho chiarito in modo chiaro, puntuale e diretto con il presidente Usa Donald Trump che non c'è nessun equivoco". Sarebbe un errore strategico sia commerciale sia geopolitico allontanare Mosca dall'occidente per lasciarla nelle braccia dei cinesi. "Bisogna fare di tutto per riportarli al tavolo e io preferisco ragionare che tornare all'asse Mosca-Pechino".

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