Caso petroliere, tutti a dare addosso all'Iran

Bruno Cirelli
Giugno 18, 2019

L'Arabia Saudita accusa l'Iran per l'attacco di giovedì alle due petroliere nel Golfo dell'Oman.

I sauditi non hanno storicamente buoni rapporti con Teheran, potrebbero sfruttare la situazione per iniziare una guerra che sarebbe su larga scala, considerando il petrolio che gira in quella zona, oltre ad un possibile rischio alle forniture del greggio.

Il principe ereditario Mohammed bin Salman in un'intervista al quotidiano "Al-Sharq al-Awsat", ha affermato che "il regime iraniano non ha rispettato la visita del primo ministro giapponese, Shinzo Abe a Teheran e mentre era lì ha risposto ai suoi sforzi di mediazione attaccando due petroliere, una delle quali era giapponese". Teheran in questi giorni sta tentando di uscire dall'accerchiamento, nel pieno della crisi nel Golfo dell'Oman, e ha convocato l'ambasciatore britannico per respingere le accuse di aver attaccato le navi. Anche i sauditi, dopo gli americani e i britannici, accusano l'Iran di essere il responsabile dell'accaduto. Mohammed bin Salman, sottolineando che aveva fatto di tutto per evitare un conflitto, ha concluso che "non esiteremo ad affrontare qualsiasi minaccia per il nostro popolo, la nostra sovranità, la nostra integrità territoriale e i nostri interessi vitali".

A fare fronte comune con i sauditi contro Teheran ci sono gli Emirati Arabi Uniti, che di recente hanno subito degli attacchi analoghi a quattro delle loro petroliere. Secondo funzionari americani, inoltre, l'Iran avrebbe sparato ad un drone Usa prima di colpire le petroliere. E nel Congresso si studia un modo per fermare Trump nel caso facesse scattare l'opzione militare.

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