Morbillo, 864 casi dall'inizio dell'anno: il picco nel mese di aprile

Barsaba Taglieri
Giugno 4, 2019

144mila sono stati i casi registrati negli ultimi dieci anni.

I numeri destano preoccupazione anche in USA. Ne parliamo con il dott. Michele Lagioia, Responsabile della Direzione Medico Sanitaria di Humanitas. In crescita l'età dei casi che è salita a 30 anni.

Lo scorso aprile il primo cittadino di New York Bill de Blasio ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria in tutta la città a causa dell'epidemia di morbillo diffusasi a Brooklyn e ordinato la vaccinazione obbligatoria nelle quattro aree più a rischio del quartiere, con multe fino a mille dollari per chi non si attiene. Tre i principali fattori di rischio identificati: la presenza di un elevato numero di persone suscettibili al Morbillo. In meno di cinque mesi si contano già 139 casi di morbillo nell'Ats di Milano, contro i 115 di tutto il 2018, anno considerato "tranquillo" dagli esperti che si aspettavano un ritorno del virus, ma non così in fretta. In particolare per il secondo, in meno di un anno, la copertura ha raggiunto il 93%. Tra il 1 gennaio 2016 e il 31 marzo 2019 è stato infatti segnalato al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) un numero molto elevato di casi (44.074 casi), rispetto ai tre anni precedenti (2012-2015).

Il Morbillo è una malattia ubiquitaria. "Si è verificato un decesso per complicazioni respiratorie in un adulto non vaccinato". Ad essere più colpiti sono stati i maschi (51,7%), mentre le uniche due Regioni in cui non si sono verificati contagi sono Valle d'Aosta e Basilicata, seguite da Sardegna con un solo caso e dalle provincie autonome di Trento e Bolzano con due.

Il problema, alla base di questo status quo a dir poco negativo, continuano a essere le basse coperture vaccinali. "Il picco era atteso, anche se pensavamo che arrivasse più avanti".

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