Deficit, in arrivo la lettera della Commissione Ue

Paterniano Del Favero
Mag 30, 2019

La richiesta della Commissione, contenuta in una lettera indirizzata al ministro dell'Economia Giovanni Tria, costituisce un obbligo giuridico ai sensi del diritto comunitario quando un Paese ha un debito pubblico superiore al tetto Ue del 60% del Pil e non lo riduce come richiesto. In particolare vuole conoscere formalmente il punto di vista del Governo sui "fattori rilevanti" che la giustificherebbero.
Dopodiché la Commissione deciderà se tali fattori (tra cui bassa crescita e bassa inflazione) esistono effettivamente e possono evitare all'Italia l'apertura di una procedura per violazione della regola del debito anche se secondo gli addetti ai lavori è improbabile che Bruxelles la apra essendo ormai in scadenza.

L'Italia non ha fatto sufficienti progressi sul debito nel 2018.

"Risulta in arrivo un lettera della Commissione europea sull'economia" italiana, ha commentato il segretario della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, parlando del risultato delle elezioni europee.

Nella lettera la Commissione riprende queste cifre, che portano ad una 'deviazione significativa' dagli impegni.

Una lettera analoga è stata inviata anche al Belgio. Secondo quanto rilevato dalle autorità di Bruxelles, infatti, ammonta a circa 11 miliardi (ovvero, lo 0,7%) lo scostamento finale del nostro Paese rispetto agli obiettivi dell'Unione tra il 2018 e il 2019. Appare piuttosto evidente come questo rappresenti a tutti gli effetti come il preambolo di quella che verrà a galla, con conseguenze ancora tutte da decifrare, come una trattativa nel senso stretto del concetto in merito alla cosiddetta procedura d'infrazione.

All'Italia non viene dato molto tempo per rispondere, appena 48 ore ed anche meno se si considera che la lettera è datata 29 maggio e il Governo italiano dovrà rispondere entro il 31 maggio.

Per questo motivo la Commissione UE sta valutando la presentazione di una relazione nel rispetto dell'articolo 126 comma 3.

E in tempo reale i commissari economici chiedono all'Italia di fornire i giustificati motivi che l'hanno portata a sforare i conti.

"Al contrario è l'occasione nella quale le priorità dell'agenda politica italiana vengono coordiante con quelle dell'Unione".

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