Allarme inquinamento, antibiotici nei fiumi 300 volte sopra i limiti

Bruno Cirelli
Mag 30, 2019

I fiumi invasi da antibiotici stanno diventando un problema ambientale comune in tutto il mondo e gli scienziati avvertono: se si continua in questo modo potrebbe verificarsi una grave crisi sanitaria. L'allarme è stato lanciato dal primo studio globale condotto dall'Università di New York, e ha confermato che il maggior rischio di contaminazione avviene nei pressi di impianti di trattamento delle acque o di rifiuti, oppure in aree caratterizzate da conflitti e instabilità politica come il confine tra Israele e Palestina. Gli studiosi hanno analizzato le acque dei corsi d'acqua di 72 Paesi in 6 continenti e gli antibiotici sono stati trovati nel 65% dei siti monitorati. Quest'ultimo ha superato i livelli di sicurezza con il margine più grande, con concentrazioni in un sito del Bangladesh 300 volte superiori al livello considerato "sicuro".

Il metronidazolo, utilizzato per trattare infezioni batteriche fra cui malattie della pelle e della bocca, è risultato l'antibiotico con le concentrazioni più eccedenti rispetto a quelle di sicurezza: in un sito del Bangladesh sono state superate di 300 volte.

Per quanto riguarda le sostanze riscontrate e i siti maggiormente inquinati, si parla nella maggior parte dei casi di trimetroprim, con concentrazioni maggiori in Kenya, Ghana, Nigeria, Pakistan e Bangladesh.

L'inquinamento antibiotico è una delle vie principali attraverso le quali i batteri sono in grado di sviluppare la resistenza alle medicine salvavita, rendendole inefficaci per l'uso umano. Tra i fiumi campionati vi sono anche alcuni tra i più famosi del mondo tra cui il Chao Phraya, il Danubio, il Mekong, la Senna, il Tamigi, il Tevere e il Tigri.

I ricercatori hanno scoperto che i fiumi più contaminati sono quelli che si trovano in zone di conflitto, accanto a discariche di rifiuti o liquami e nei paesi dove la gestione dei rifiuti e le infrastrutture per il trattamento delle acque reflue spesso non funzionano. I ricercatori hanno assicurato che i livelli di inquinamento da farmaci sono allarmanti anche in Europa e in America.

La ricerca della Univeristà di York proseguirà ora nell'analizzare l'inquinamento da antibiotici nei pesci, invertebrati e alghe e non ci si aspetta nulla di positivo.

Una cifra destinata ad arrivare a 10 milioni di morti entro il 2050, se non verranno presi provvedimenti.

Su un articolo apparso oggi su RaiNews, leggiamo che molti scienziati stanno riconoscendo il ruolo dell'ambiente nello sviluppo della resistenza agli antibiotici. I nostri dati mostrano che la contaminazione antibiotica dei fiumi potrebbe fornire un contributo importante.

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