Aborto: Usa, Corte Suprema conferma stop a legge Indiana

Bruno Cirelli
Mag 30, 2019

Un gruppo di cristiano-conservatori aveva paragonato la libera scelta del bagno ad una violazione del diritto alla privacy. Bocciata quindi la sentenza di una corte di appello che aveva giudicato la norma incostituzionale. La Corte suprema degli Stati Uniti ha, infatti, respinto l'istanza di un gruppo cristiano conservatore, mantenendo la decisione di un distretto scolastico della Pennsylvania di consentire alle/agli studenti transgender di usare i bagni che corrispondono alla loro identità di genere.

Durante l'amministrazione Obama i dipartimenti dell'istruzione e della giustizia hanno inviato linee guidate ai distretti scolastici che raccomandano di permettere agli studenti transgender di usare i bagni secondo la loro identità di genere.

Questa seconda sentenza è una sorta di vittoria di consolazione per chi sperava che la legge anti-aborto dell'Indiana potesse spingere la Corte Suprema - in cui ora c'è una maggioranza di giudici di orientamento conservatore - a una sentenza che rovesciasse la Roe vs Wade, la decisione del 1973 con cui è stato legalizzato l'aborto negli Stati Uniti. Il massimo tribunale statunitense, con un apparente compromesso, ha deciso che può entrare in vigore un'altra sezione della stessa legge, che impone la cremazione o il seppellimento dei resti di un feto.

Come riportato da Repubblica, la notizia della decisione della Corte Suprema ha scatenato la gioia di Vladimir Luxuria, che ha voluto ringraziare con un video messaggio i giudici americani per la scelta operata: "A volte basterebbe un pò di buon senso e un pò di immedesimazione nell'altro".

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