Morto Massimo Bordin, giornalista e storica voce di Radio Radicale

Ausiliatrice Cristiano
Aprile 17, 2019

E' morto Massimo Bordin, giornalista e storica voce di Radio Radicale. Lo afferma il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci che esprime, a nome del Gruppo dem di Palazzo Madama, "il grande cordoglio per la morte di Massimo Bordin. Sono convinta che il Senato troverà la maniera di ricordarlo in modo adeguato, più di quanto possa fare io oggi in modo così sommario", ha concluso Bonino. Dal 1993 al 2010 Bordin è stato direttore di Radio Radicale e di recente era sceso in trincea per difendere l'emittente dalla chiusura. "Ricorderemo il nostro Massimo e lo onoriamo con quel Requiem che tante volte ha preceduto la sua unica e splendida rassegna stampa".

"Tutta Radio Radicale si stringe attorno ai suoi cari e alla sua famiglia, di cui ci sentiamo ormai parte", ha detto l'emittente annunciando in diretta la morte del giornalista. "La sua rassegna stampa mattutina su Radio Radicale - aggiunge - è stata per lunghi anni un modello di grande giornalismo".

Anche l'ad Rai Fabrizio Salini, nel corso dell'audizione in Commissione di Vigilanza Rai, è stato sollecitato a fornire ragguagli su una eventuale trattativa con Radio Radicale: "ci sono stati degli incontri con Radio Radicale". La sua battaglia contro il giustizialismo illiberale ha formato la cultura giuridica di una generazione di sinceri democratici. Nonostante il dolore, continua senza tregua (e aperture da parte del governo) la battaglia per tenere in vita la testata.

"La rassegna stampa di Massimo Bordin su Radio Radicale mi ha fatto compagnia ogni mattina".

"La sua scomparsa ci ricorda che Radio Radicale ha rappresentato l'informazione politica italiana dalla seconda metà degli anni Settanta a oggi", dice commossa in Aula al Senato Emma Bonino. Una notizia che riguarda Radio Radicale e riguarda la voce più importante, più autorevole e più bella di Radio Radicale. "A Massimo va il ricordo grato di tutti noi". "Il proseguimento del servizio pubblico di Radio Radicale - ha proseguito - richiede un provvedimento urgente del governo che preveda la proroga della convenzione almeno fino alla fine del 2019 per dare il tempo di ricercare e mettere in atto soluzioni stabili che ne garantiscano la vita per il periodo successivo". "A noi - prosegue - resta il rimpianto per la sua malattia e la sua morte".

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